È caccia all'uomo, in Kenya, sulle tracce dei rapitori della volontaria milanese Silvia Costanza Romano: ci sono stati anche alcuni fermi e un pista calda porta ad un affittacamere in fuga.

Ma l'incubo è che quelle tracce - o possibili passaggi di mano fra criminali e terroristi - portino nella Somalia dei fondamentalisti islamici al-Shabaab, per ora silenti ma con cui sarebbe oltremodo difficile trattare.

Il rapimento è avvenuto nel villaggio di Chakama, a un'ottantina di km dalla località balneare di Malindi, davanti alla foresteria della Africa Milele, la onlus di Fano per cui si impegnava Romano: secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, i sequestratori hanno anche sparato con kalashnikov a caso ferendo due bambini di 10 e 12 anni (il più piccolo a un occhio), un ragazzino di 16, un ventenne e una giovane di 23 anni.

Il più diffuso giornale keniano ha annunciato 14 fermi compiuti in una maxi-operazione nella zona di Chakama e di Galana-Kulalu, ma l'assenza di dettagli ufficiali da parte delle autorità lascia presumere che si tratti solo di potenziali fiancheggiatori. La polizia è sotto pressione perché si tratta del primo rapimento di uno straniero in Kenya in sei anni, dopo una serie di sequestri perpetrata nel biennio 2011/12.

Oltre ai rapitori, ad essere ricercato è in particolare un uomo (in fuga da giorni) che ha affittato un appartamento a due sospetti dileguatisi in coincidenza con il sequestro.

La pista che porta nel buco nero somalo nelle cui desertiche campagne sono annidati gli al-Shabaab, oltre che dai media locali, è evocata da un testimone oculare che ha definito "somali" i rapitori. In assenza di rivendicazioni, la polizia sottolinea di non avere indizi concreti sul movente del rapimento ma - accanto a quelle sull'immediata ricerca di denaro da parte dei sequestratori - ci sono anche testimonianze che individuano in Romano l'obbiettivo dell'assalto.

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