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Nelle chiese di tutto il Kenya - paese con una popolazione all'80% cristiana - oggi si piange e si prega per le 148 vittime del massacro compiuto dagli shabaab somali nel college di Garissa.

La Pasqua - informano i giornali locali- è stavolta completamente dedicata agli studenti martirizzati, mentre in tutto il paese comincia il primo dei tre giorni di lutto nazionale con le bandiere a mezz'asta esposte in tutti gli edifici pubblici, ma anche in luoghi di culti e case private.

È massima allerta per le celebrazioni pasquali e per le chiese, considerate un possibile nuovo obiettivo dei miliziani islamisti che dicono di voler vendicare l'intervento militare del Kenya nella vicina Somalia.

Molti luoghi di culto sono controllati dalla polizia e in diverse parrocchie - riferiscono siti online kenyani - i sacerdoti hanno anche ingaggiato squadre di sicurezza private.

Ieri, i miliziani di al-Shabaab hanno minacciato "altri bagni di sangue" ed una "lunga e devastante guerra", a meno che il Kenya ritiri le sue truppe dalla Somalia.

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SDA-ATS