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Khashoggi: Erdogan, la Turchia continua a cercare la verità

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. KEYSTONE/AP Pool Presidential Press Service sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 settembre 2019 - 10:45
(Keystone-ATS)

"La Turchia proseguirà i suoi sforzi per far luce sull'omicidio di Khashoggi".

Con questo titolo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan firma un editoriale sul Washington Post alla vigilia dell'anniversario dell'uccisione del reporter saudita nel consolato di Riad a Istanbul, avvenuta il 2 ottobre scorso.

"L'assassinio dell'editorialista del Post Jamal Khashoggi è stato probabilmente l'episodio più influente e controverso del XXI secolo, a parte gli attacchi dell'11 settembre. Nessun altro evento dall'11 settembre ha posto una simile seria minaccia all'ordine internazionale o ha messo in dubbio le convenzioni che il mondo dava per scontate. Eppure, il fatto che un anno dopo la comunità internazionale sappia ancora molto poco di ciò che è accaduto è un serio motivo di preoccupazione", sostiene Erdogan in un lungo commento sul quotidiano americano.

"La Turchia ha sempre visto e continua a vedere il Regno come amico e alleato. La mia amministrazione ha quindi fatto una chiara distinzione tra i criminali che hanno ucciso Khashoggi e il re Salman e i suoi leali sostenitori", prosegue Erdogan, spiegando che per questo motivo Ankara non ha trattato il caso come un "problema bilaterale" ma come "una questione di giustizia e non di politica".

Il leader turco non cita invece il principe ereditario Mohammed bin Salman, in cima alla lista dei sospetti mandanti dell'uccisione secondo le indagini della Cia. "L'assassinio di Khashoggi è stata una tragedia ma anche uno spudorato abuso dell'immunità diplomatica", prosegue Erdogan, che ricorda la richiesta di "estradizione" dei presunti killer da parte di Ankara e denuncia "la mancanza di trasparenza" nella conduzione del relativo procedimento penale in corso a Riad.

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