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MOSCA - La situazione nel sud del Kirghizistan, teatro dal 10 giugno di sanguinosi scontri fra kirghizi e uzbeki, si sta normalizzando nelle città di Osh e Jalalabad, mentre è salito a 191 morti il bilancio delle persone uccise nelle violenze.
Lo ha detto il vicepremier a interim, Azimbek Beknazarov, in una conferenza stampa, durante la quale ha di nuovo accusato Maksim Bakyev, figlio dell'ex presidente ora in esilio in Bielorussia, Kurmanbek Bakyev, di essere dietro alle stragi. Maksim è in Gran Bretagna, dove è stato fermato domenica dopo essere arrivato con un aereo privato vicino a Londra.
In Kirghizistan, è stata organizzata una commissione speciale per indagare sui fatti di giugno. Alcuni presunti organizzatori dei disordini di massa, ha detto il vicepremier, son stati arrestati; sono in carcere anche "dei mercenari di altri Paesi, fra i quali ci sono dei cecchini". Beknazarov ha comunque ribadito che in Kirghizistan si terrà il referendum previsto per il 27 giugno sulla nuova costituzione.
A Osh e Jalalabad, le città del sud dove sono esplosi i disordini, bar, negozi, moschee e chiese hanno riaperto i battenti. Vicino ai confini con l'Uzbekistan restano decine di migliaia di profughi uzbeki, ma la situazione è calma e molti stanno tornando alle loro case del Kirighizistan.
I militari kirghizi stanno intanto setacciando i quartieri di Osh, seconda città del Paese, alla ricerca di persone armate.

SDA-ATS