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A causa dello shock provocato dall'abolizione del cambio minimo nel 2015 la Svizzera cadrà in recessione: lo prevede il Centro di ricerca congiunturale del politecnico di Zurigo (KOF), che si aspetta un arretramento del prodotto interno lordo (Pil) dello 0,5% quest'anno e una stagnazione (0,0%) nel 2016. Gli esperti puntano anche su un aumento della disoccupazione e su un ulteriore calo dei prezzi.

Dopo la decisione della Banca nazionale svizzera del 15 gennaio il KOF ha sottoposto a completa revisione le sue previsioni di dicembre, spiega l'istituto in un comunicato odierno. Il modello prevede ora un cambio euro/franco alla pari sino alla fine del 2016, contro l'1,20 precedente. Inoltre è stato tenuto conto del fatto che il prezzo del barile di petrolio è sceso maggiormente di quanto atteso (50 dollari invece di 70).

"Il cambiamento di queste due condizioni quadro fa sì che la Svizzera dovrà affrontare una breve recessione nel semestre estivo 2015" (cioè fra inizio aprile e fine settembre), affermano gli specialisti, che mettono però anche subito le mani avanti: il rafforzamento del franco è talmente brusco da pregiudicare la qualità della previsione.

L'effetto diretto del nuovo cambio sarà percepito immediatamente dalle esportazioni, che nella prima parte dell'anno diminuiranno fortemente. Sull'arco dell'intero 2015 l'arretramento sarà dell'1,4%. Le aziende non reagiranno subito al calo della domanda proveniente dall'estero: ma dal secondo trimestre si comincerà a produrre meno, ciò che porterà a una contrazione dell'economia nel semestre estivo. Questo avrà conseguenze sull'insieme dell'anno, che presenterà una flessione del Pil dello 0,5%, mentre nel 2016 l'economia marcerà sul posto. Da notare che ancora in dicembre il KOF prevedeva espansioni rispettivamente dell'1,9% e del 2,1%.

Lo shock nel commercio estero avrà ripercussioni anche sul mercato interno. I consumi, grazie ai prezzi bassi e alle possibilità offerte dal turismo degli acquisti, continueranno ad avere un'evoluzione positiva. Vi sarà per contro meno tendenza ad investire in infrastruttura: questo da una parte per via del cambio, dall'altra per le incertezze relative al mantenimento della via bilaterale con l'Ue. In rallentamento saranno anche gli investimenti nella costruzione: ciò però non per via del franco, bensì a causa di una tendenza già emersa nel 2014.

La situazione tesa comporterà minori introiti fiscali. I settori dell'amministrazione pubblica, dell'istruzione e della sanità richiederanno meno lavoratori, mentre nel ramo privato verranno cancellati impieghi. Secondo il KOF il tasso di disoccupazione passerà così dal 3,2% del 2014 al 3,4% nel 2015, per poi raggiungere il 4,1% nel 2016. Il peggioramento della situazione economica comporterà anche una stagnazione dei salari: le economie private reagiranno con una moderazione dei consumi, nonostante il calo dei prezzi. A questo proposito il KOF si aspetta rincari negativi sia nel 2015 che nel 2016, con tassi rispettivamente dell'1,5 e dello 0,4%.

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SDA-ATS