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Kosovo: 97,8% schede, Autodeterminazione 25,6%, Ldk 24,8%

Albin Kurti, al centro, leader di 'Autodeterminazione' (Vetevendosje) KEYSTONE/AP/VISAR KRYEZIU sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 ottobre 2019 - 13:47
(Keystone-ATS)

In Kosovo la commissione elettorale ha diffuso gli ultimi dati ormai quasi definitivi relativi allo spoglio del 97,8% delle schede elettorali, che confermano il successo dei due maggiori partiti di opposizione.

Al movimento nazionalista di sinistra 'Autodeterminazione' (Vetevendosje), guidato da Albin Kurti è andato il 25,6% dei voti, seguito dalla Lega democratica del Kosovo (Ldk, centrodestra) con il 24,89%, terzo il Partito democratico del Kosovo (Pdk) del presidente Hashim Thaci al quale è andato il 21,07%. Candidata premier per Ldk è Vjosa Osmani, prima volta in Kosovo di una donna candidata alla guida del governo.

La coalizione formata da Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak) del premier uscente Ramush Haradinaj e dal Partito socialdemocratico (Psd) del sindaco di Pristina Shpend Ahmeti ha ottenuto l'11,52%, mentre all'altra coalizione tra NISMA di Fatmir Limaj e Alleanza per il nuovo Kosovo del ministro degli esteri uscente Behgjet Pacolli è andato il 4,89% dei consensi, percentuale sotto lo sbarramento del 5% necessario a ottenere seggi in parlamento. L'affluenza alle urne è risultata del 43,3%, due punti in più rispetto alle precedenti elezioni parlamentari del 2017.

Per quanto riguarda la comunità serba del Kosovo, a trionfare è stata come previsto Srpska Lista (Lista Serba, SL), partito strettamente legato al governo di Belgrado e al presidente serbo Aleksandar Vucic, al quale è andato oltre il 98% dei consensi nelle municipalità a maggioranza serba, e il 6,71% su scala nazionale. SL ha conquistato in tal modo tutti i dieci seggi parlamentari che per legge spettano alla minoranza serba.

Percentuali di molto inferiori all'1% hanno ottenuto gli altri tre partiti rappresentanti della popolazione serba. Restano da conteggiare i voti per posta, che tuttavia non dovrebbero cambiare la situazione, ormai consolidata a favore dei due maggiori partiti di opposizione. Tali due forze, secondo gli osservatori, dovrebbero allearsi e formare un nuovo governo, anche se per la maggioranza in parlamento sarà probabilmente necessario l'appoggio anche di Srpska Lista.

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