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Un appello ai serbi del nord del Kosovo a boicottare le elezioni locali del 3 novembre prossimo è stato lanciato da Dragisa Milovic, sindaco di Zvecan, una delle quattro maggiori municipalità serbe del nord del Kosovo.

I serbi, ha detto Milovic, vogliono rimanere parte del loro Paese, ed è per questo che è stato costituito nei giorni scorsi il "Parlamento del Kosovo". "Non lo abbiamo fatto per andare contro la Costituzione ma perché vogliamo restare parte della Repubblica di Serbia e della sua Costituzione", ha detto Milovic, citato dai media locali.

"Noi crediamo ancora che Belgrado e la comunità internazionale possano e debbano offrire soluzioni migliori e più giuste, che siano accettabili e sostenibili per tutti coloro che vivono in Kosovo", ha aggiunto il sindaco, secondo il quale l'accordo di Bruxelles tra Belgrado e Pristina non potrà risolvere i tanti problemi che permangono in Kosovo.

Le autorità di Belgrado a più riprese hanno invitato i serbi del Kosovo a partecipare al voto locale del 3 novembre, previsto dagli accordi con Pristina. Secondo il premier Ivica Dacic l'eventuale boicottaggio delle urne metterà in pericolo sia l'accordo di Bruxelles sia l'ulteriore cammino della Serbia verso la Ue. Votando, ha sottolineato, i serbi potranno partecipare alla vita politica locale e decidere del proprio futuro.

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SDA-ATS