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Il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic

Keystone/EPA/ANDREJ CUKIC

(sda-ats)

Il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic ha protestato energicamente per un comunicato del governo kosovaro nel quale ieri si è riferito di un incontro che il premier Isa Mustafa ha avuto con "i rappresentanti di municipalità del Kosovo orientale".

Si tratta delle località di Presevo, Bujanovac e Medvedja, ovvero i centri principali della "Valle di Presevo", una regione del sud della Serbia al confine col Kosovo a maggioranza di popolazione di etnia albanese.

"Questa è la prova più evidente della politica della Grande Albania che rappresenta la minaccia più grande alla stabilità della regione", ha detto Dacic che ha parlato di "nuova provocazione da parte di Pristina".

"Perché - ha aggiunto - su questo tacciono i politici europei e internazionali che in questi giorni sono impegnatissimi e preoccupati per il criminale di guerra (Ramush) Haradinaj? (l'ex premier kosovaro ed ex leader Uck arrestato in Francia e di cui Belgrado chiede l'estradizione, ndr). Tacerebbero anche nel caso che qualcuno a Belgrado dicesse che Banja Luka (capoluogo della Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina, ndr) si trova in Serbia occidentale?".

"La Serbia - ha osservato Dacic - è impegnata a mantenere pace e stabilità nella regione, ma non può più tollerare l'ipocrisia e i doppi standard".

SDA-ATS

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