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Una ferma condanna dei "metodi violenti" usati in Kosovo dall'opposizione "per scopi politici" è venuta dagli ambasciatori dei Paesi cosiddetti del 'Quint' (Francia, Usa, Germania, Gran Bretagna e Italia).

In un documento congiunto hanno definito "inaccettabili" gli atti di violenza messi in atto in parlamento e nelle manifestazioni antigovernative. Tutto ciò, si sottolinea nel documento, non giova a Pristina e danneggia l'immagine e la posizione internazionale del Kosovo.

I cinque Paesi furono tra i primi e maggiori sostenitori dell'indipendenza proclamata dal Kosovo il 17 febbraio 2008, che non è tuttavia riconosciuta dalla Serbia. Negli ultimi giorni i deputati dell'opposizione nazionalista hanno proseguito il blocco dei lavori parlamentari che va avanti da oltre due mesi, sprigionando nuovamente in aula gas lacrimogeni.

Violenti scontri fra polizia e manifestanti dell'opposizione si sono registrati a più riprese ieri e l'altro ieri davanti alla sede del governo a Pristina, con numerosi agenti feriti, decine di dimostranti arrestati e decine di auto danneggiate.

L'opposizione promette di continuare nella protesta fino a quando il governo non denuncerà gli accordi con Belgrado sulla creazione della nuova Associazione delle comunità serbe in Kosovo, e con Podgorica sulla demarcazione della linea di frontiera con il Montenegro. Condanna delle violenze dell'opposizione è giunta anche dal capo della missione Osce in Kosovo, Jean-Claude Schlumberger.

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SDA-ATS