Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

L'AIA - La proclamazione di indipendenza del Kosovo del 17 febbraio 2008 "non ha violato il diritto internazionale generale, né la risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, né il quadro costituzionale": lo afferma la Corte di giustizia dell'Aja.
È una vittoria su tutti i fronti quella che il parere consultivo dell'Aja riconosce a Pristina, a poco più di due anni da un atto unilaterale che la Serbia ha sempre condannato.
"La Corte ha tolto gli ultimi dubbi sull'indipendenza del Kosovo", ha esultato da Pristina il presidente kosovaro Fatmir Sejdiu. "È una vittoria storica", ha aggiunto il premier Hashim Tachi. "Ora ci aspettiamo che la Serbia venga verso di noi per discutere nell'interesse dei nostri popoli, ma le discussioni devono avvenire entro Stati sovrani", ha chiarito il ministro degli esteri del Kosovo Skender Hyseni, che ha seguito all'Aja la lettura del verdetto.
"La nostra posizione non cambia: non riconosceremo mai l'indipendenza del Kosovo", ha ribattuto il presidente della Serbia, Boris Tadic, da Belgrado. "L'avviso della Corte è tecnico, mentre la questione è politica ed ora la parola passa all'Assemblea Generale dell'ONU, in settembre. Ci aspetta una dura lotta, certo una lotta con i mezzi politici. Ma noi ci siamo già abituati", ha dichiarato il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic, anche lui presente all'Aja per assistere alla lettura di un giudizio che la Serbia ha chiesto ed ottenuto.
Nonostante il verdetto della Corte, preso a maggioranza (nove giudici a favore, cinque contro), resta per ora il muro contro muro, confermato anche dalle dichiarazioni opposte di Stati Uniti e Russia.
Le Nazioni Unite - alle quali la risoluzione 1244 aveva affidato dal 1999 il protettorato del Kosovo dopo che i bombardamenti della NATO avevano messo fine ai due anni di guerra tra la Serbia e i kosovari albanesi - hanno lanciato un appello alla calma. "Bisogna evitare tutte le azioni che potrebbero essere interpretate come provocatorie e potrebbero fare fallire il dialogo", ha ammonito il portavoce di Ban Ki Moon.
Il conflitto 1998-1999 tra Serbia e la minoranza kosovara-albanese ha fatto circa 13'000 vittime, mentre 1862 persone risultano ancora disperse. Negli ultimi due anni, episodi di violenza si sono registrati nel nord del Kosovo, dove vive la comunità kosovara-serba, ma sono stati casi isolati.
La proclamazione unilaterale dell'indipendenza ha messo fine a anni di infruttuosi negoziati tra Pristina e Belgrado. Dal 17 febbraio del 2008, il processo di riconoscimento del Kosovo come stato indipendente è però proceduto a rilento, contando oggi su 69 paesi sui circa 200 rappresentati all'assemblea dell'ONU.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS