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Kosovo: crisi nord, convoglio Kfor fa marcia indietro

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 ottobre 2011 - 13:39
(Keystone-ATS)

Un convoglio militare della Kfor (Forza Nato in Kosovo), che si era fermato stamane in corrispondenza di una barricata serba nella località di Jagnjenica presso Zupce, nel nord del Kosovo, ha deciso di fare marcia indietro e tornare alla propria base.

Come hanno riferito i media a Belgrado, dopo colloqui con i responsabili serbi locali i militari Nato hanno deciso di non intraprendere alcuna azione di forza per la rimozione del blocco, di far ritorno alla base e di attendere per ogni altra decisione la fine della riunione in programma domani fra le assemblee municipali dei quattro principali centri serbi del nord del Kosovo (Leposavic, Zvecan, Kosovska Mitrovica e Zubin Potok).

"Non vi sarà alcuna azione di forza della Kfor nè oggi nè domani fino al termine della nostra assemblea", ha detto il capo della municipalità di Zubin Potok Slavisa Ristic, riferendo di un'intesa in questo senso raggiunta con il comandante del convoglio Kfor, Klaus Glad.

"Ci siamo accordati che il convoglio fa ritorno alla base e accoglie la nostra richiesta alla Kfor di attendere la conclusione della riunione delle quattro municipalità domani", ha detto Ristic. "Domani sapremo come sarà l'ulteriore collaborazione con la Kfor, e una decisione verrà presa presa nell'interesse di tutti", ha aggiunto.

Un portavoce del contingente Nato, Uwe Movicki, citato dalla Tanjug, non ha da parte sua confermato l'accordo di attendere fino alla riunione di domani per la rimozione delle barricate. La Kfor, ha detto, ha inviato stamane due convogli di rifornimento verso la frontiera nel nord del Kosovo con l'obiettivo di 'testare' la libertà di movimento nella zona. Sulla base di quanto riferiranno i militari coinvolti, ha aggiunto, verranno prese le ulteriori decisioni.

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