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Kosovo: elezioni, Belgrado protesta per fermo giornalisti

Problemi alla frontiera del Kosovo per i giornalisti serbi (foto d'archivio) KEYSTONE/AP/Zveki sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2019 - 10:51
(Keystone-ATS)

Il governo di Belgrado ha duramente condannato le azioni di disturbo e intimidazione da parte delle autorità di Pristina nei confronti di gruppi di giornalisti serbi impegnati nella copertura delle elezioni di domani in Kosovo.

I giornalisti sono stati fermati e fatti a lungo aspettare ai posti di frontiera prima di poter entrare in territorio del Kosovo. Vittime di tali soprusi gratuiti denunciati dal governo serbo sono stati in particolare giornalisti di Radio Belgrado (Radiotelevisione pubblica Rts), dell'agenzia Tanjug e della tv privata Pink (filogovernativa).

I reporter di Radio Belgrado ieri sono stati tenuti in stato di fermo per sei ore in un commissariato di polizia del settore sud (albanese) di Kosovska Mitrovica, senza alcuna motivazione plausibile. Il veicolo di servizio della Rts è stato a lungo perquisito, al pari dell'intera equipe di giornalisti, obbligati a star fermi di spalle con le mani sull'auto e le gambe divaricate, come se si trattasse di sospetti criminali - denuncia in un comunicato l'Ufficio governativo serbo per il Kosovo. I giornalisti sono stati privati dei cellulari e interrogati a lungo. Solo dopo sei ore sono stati rilasciati senza ottenere alcuna spiegazione per il loro fermo.

I reporter di Tanjug e Pink Tv a loro volta hanno dovuto attendere ore ai posti di frontiera per poter entrare in Kosovo, sottoposti a lunghi controlli e interrogatori. Si tratta, ha denunciato il governo di Belgrado, di autentico "terrore politico" nei confronti della popolazione serba, che dimostra il carattere "antidemocratico e sciovinista" della dirigenza di Pristina, insieme alla volontà di attuare un "blocco dell'informazione".

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