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In Kosovo si vota oggi per le elezioni politiche anticipate, ritenute un test importante per il governo del premier Hashim Thaci e per il cammino europeo del Paese. Aperte alle 7, le urne chiuderanno alle 19. Si tratta delle seconde elezioni parlamentari dall'indipendenza proclamata il 17 febbraio 2008, e questa volta si vota anche nel nord a maggioranza serba, dove non ci sarà il boicottaggio minacciato a più riprese nei mesi scorsi.

I serbi hanno infatti accolto l'appello del governo di Belgrado, che - pur non riconoscendo l'indipendenza del Kosovo - ritiene indispensabile la presenza di rappresentanti al parlamento di Pristina che difendano al meglio gli interessi dei serbi (sono poco più di centomila sul totale di 2 milioni di abitanti del Kosovo, in larga maggioranza di etnia albanese). Si ritiene che il voto potrà rafforzare lo storico accordo dell'aprile 2013 sulla normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina e favorire la creazione di una nuova associazione delle comunità serbe in Kosovo.

Gli ultimi sondaggi prevedevano una lotta serrata fra le due forze politiche principali - il Partito democratico del Kosovo (Pdk) del premier Hashim Thaci e la Lega democratica del Kosovo (Ldk) di Isa Mustafa, date intorno al 30%. Terza forza in fatto di consensi è il movimento nazionalista 'Autodeterminazione' di Albin Kurti accreditato del 22%.

I poco più di 1,7 milioni di elettori potranno scegliere tra 1.235 candidati di trenta entità politiche, cinque delle quali sono serbe. Dei 120 seggi in parlamento, venti sono riservati ai rappresentanti delle varie minoranze, dieci di essi spettano ai serbi. Per il voto, che è monitorato da centinaia di osservatori, sono state approntate severe misure di sicurezza, garantite dalla polizia kosovara appoggiata dal personale Eulex (missione europea) e dai militari della Kfor (Forza Nato).

SDA-ATS