Una scritta 'l'Isis sta arrivando' campeggia su un muro della chiesa ortodossa serba di San Nikola a Pristina, la capitale del Kosovo.

Nel darne notizia, i media locali hanno precisato che a notare la scritta sono stati militari italiani della Kfor (Forza Nato in Kosovo), incaricati della sorveglianza di tale chiesa. Il parroco della chiesa Darko Marinkovic ha avvertito la polizia kosovara.

I media osservano che la scoperta della scritta minacciosa in chiave anti-serba è avvenuta in coincidenza con l'anniversario, oggi, degli scontri sanguinosi e delle violenze contro la popolazione serba avvenuta nel marzo 2004, quando furono incendiate e distrutte numerose chiese ortodosse e migliaia di serbi furono costretti a fuggire.

La popolazione di Pristina, come avviene per l'intero Kosovo, è in stragrande maggioranza di etnia albanese e religione musulmana. Nella capitale sono pochissimi i serbi, concentrati sopratutto nel nord del Kosovo e nelle numerose enclavi sparse in tutto il Paese. Su 2 milioni circa di abitanti i serbi sono non più di 120 mila.

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