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Un ultimo sondaggio della vigilia dava per favorita la coalizione di Ramush Haradinaj (al centro). (Foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/VISAR KRYEZIU

(sda-ats)

In Kosovo alle 7 (stessa ora svizzera) si sono aperte le urne per le elezioni parlamentari anticipate, un test considerato importante per le numerose sfide che il nuovo governo di Pristina si troverà ad affrontare.

Tre i candidati alla carica di premier - Ramush Haradinaj e Abdullah Hoti, rappresentanti di due differenti coalizioni di partiti, e Albin Kurti, candidato del movimento nazionalista e radicale 'Autodeterminazione' che corre da solo. Un ultimo sondaggio della vigilia dava per favorita la coalizione di Haradinaj con oltre il 40%, rispetto al 30% di quella di Hoti e al 19% di Kurti.

I serbi (120 mila sul totale di 2 milioni di abitanti) si presentano disuniti e con varie formazioni politiche. I poco più di 1,8 milioni di elettori potranno votare fino alle 19.00.

Tra le sfide del nuovo governo, la prosecuzione del dialogo con Belgrado, di fatto congelato dall'inizio dell'anno sia per i processi elettorali in entrambi in Paesi che per la vicenda di Ramush Haradinaj, l'ex leader dell'Uck arrestato a gennaio in Francia i cui giudici hanno poi negato la sua estradizione in Serbia. Ma anche la ratifica parlamentare dell'accordo sulla demarcazione della linea di frontiera con il Montenegro, fortemente avversato dall'opposizione nazionalista; la possibile incriminazione di alti esponenti politici (ex combattenti della guerriglia indipendentista albanese) da parte del neo-costituito tribunale dell'Aja per i crimini dell'Uck, e la prospettiva carica di conseguenze della creazione di un vero e proprio Esercito kosovaro, osteggiato fortemente dalla Serbia.

SDA-ATS

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