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PRISTINA - In Kosovo migliaia di serbi hanno manifestato oggi per protestare contro lo smantellamento di numerosi ripetitori delle principali compagnie serbe di telefonia mobile, chiedendo un intervento della comunità internazionale.
I raduni più numerosi si sono tenuti a Gracanica e Strpce, con i manifestanti che hanno definito la decisione delle autorità di Pristina "una delle tante violazioni dei diritti umani ai danni dei serbi del Kosovo".
"Ciechi, muti e sordi. Ridateci le nostre reti telefoniche. Perché non ci sono più collegamenti?", si leggeva su tanti cartelli innalzati dai circa cinquemila manifestanti a Gracanica, a una decina di chilometri dalla capitale Pristina con maggioranza di popolazione serba. "Chiediamo a Unmik (missione Onu) e Eulex (missione europea) di intervenire per evitare la destabilizzazione nelle regioni abitate dai serbi, restituendoci il diritto alla libera comunicazione", ha detto Goran Arsic, rappresentante della comunità serba. A suo avviso, senza la rete di telefoni cellulari sono a rischio i servizi di emergenza e quelli di pronto soccorso.
I responsabili delle telecomunicazioni in Kosovo hanno deciso nel fine settimana di smantellare decine di ripetitori utilizzati dalle compagnie serbe Telekom Srbija, Telenor e Vip ritenendoli illegali nel Kosovo indipendente. Si calcola che almeno 100 mila serbi siano rimasti senza collegamenti. Il direttore generale di Telekom Srbija Branko Radujko ha parlato di danni che ammontano già a milioni di euro, mentre le autorità di Belgrado - a cominciare dal presidente Boris Tadic e dal premier Mirko Cvetkovic - hanno assicurato l'impegno delle istituzioni a sostegno della popolazione serba in Kosovo.

SDA-ATS