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Kosovo: traffico organi, Serbia per inchiesta Onu

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 febbraio 2011 - 12:35
(Keystone-ATS)

La Serbia ha chiesto che sulle accuse di traffico di organi umani in Kosovo alla fine degli anni novanta indaghi non la missione europea Eulex ma una commissione d'inchiesta che abbia un mandato dell'Onu.

Intervenendo la notte scorsa a New York a una riunione del consiglio di sicurezza dedicata alla situazione in Kosovo, il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic si è detto a favore di una "inchiesta criminale indipendente", e ha invitato lo stesso consiglio di sicurezza a creare un "meccanismo di inchiesta ad hoc" sotto il suo controllo.

"Noi riteniamo che l'inchiesta vada effettuata sotto gli auspici del consiglio di sicurezza dell'Onu", ha affermato Jeremic, secondo il quale la missione Eulex non è qualificata a un tale tipo di indagini non avendo mandato per indagare al di fuori del Kosovo.

Jeremic, citato dai media a Belgrado, ha ricordato che le Nazioni Unite sono state investite finora delle indagini in tutti gli altri casi relativi a crimini di guerra nei Balcani. E così dev'essere anche per quelli commessi in Kosovo. Ogni altra decisione, ha notato, darebbe l'impressione di standard non univochi nella giustizia internazionale.

Il viceministro degli esteri kosovaro, la signora Vlora Citaku, intervenuta anch'essa al consiglio di sicurezza, ha nuovamente respinto le accuse di traffico di organi e si è detta favorevole a una inchiesta da parte di Eulex.

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