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La Catena della solidarietà è nata 70 anni fa per iniziativa di professionisti della radio romanda, che avevano raccolto beni in natura per gli orfani della Seconda Guerra mondiale.

KEYSTONE/ROLAND SCHLAEFLI-ARCHIV/STR

(sda-ats)

La Catena della solidarietà si appresta a compiere 70 anni. Il 26 settembre 1946, Radio Sottens (oggi RTS, radio della Svizzera romanda) mandava infatti in onda la prima trasmissione della Chaîne du Bonheur.

In sette decenni di attività, la fondazione ha raccolto 1,7 miliardi di franchi.

L'Europa era uscita da un anno dalla Seconda Guerra mondiale. Due professionisti della radio, Roger Nordmann e Paul Valloton, e l'animatore Jack Rollan diedero vita a quella che sarebbe diventata ben presto una delle trasmissioni radiofoniche più popolari in Romandia, la Chaîne du Bonheur.

La raccolta di donazioni venne organizzata a favore degli orfani del conflitto mondiale, ricorda oggi la Catena della solidarietà in un dossier pubblicato per il giubileo. All'inizio la Catena raccoglieva beni in natura, e ben presto lo studio di Radio Sottens fu sommerso di pacchetti e beni di prima necessità e si passò a donazioni in denaro.

Nel maggio del 1947, l'emissione ricevette il suo battesimo sulle onde di Radio Monteceneri, oggi RSI. Ad animare la prima trasmissione vennero chiamati Sergio Maspoli e Lohengrin Filipello. I due, prendendo a modello l'esperienza romanda, lanciarono La buona azione. Tutti coloro che in Ticino avevano un rango e un nome, dal vescovo ai consiglieri di Stato, parteciparono all'iniziativa.

Nell'ottobre dello stesso anno fu la volta della Svizzera tedesca, e in seguito le emissioni della Catena furono talvolta riprese anche in tutta Europa.

In 70 anni l'istituzione ha lanciato oltre 190 appelli alla generosità e in Svizzera è il principale donatore privato di fondi destinati all'aiuto umanitario. Durante la sua decennale storia, la Catena ha raccolto 1,7 miliardi di franchi. Investe la maggior parte delle risorse in progetti a lungo termine, come la ricostruzione. I programmi analizzati e autorizzati dalla fondazione sono attualmente portati a termine sul terreno da 25 organizzazioni accreditate, tra le quali la Croce Rossa svizzera e Caritas.

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SDA-ATS