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Diventata famosa come la cometa di Natale, Catalina ha salutato il nuovo anno e diventa la protagonista del cielo di gennaio per raggiungere la distanza minima dalla Terra fra circa due settimane.

In seguito, sfreccerà via velocissima su una traiettoria che le farà dare l'addio definitivo al Sistema Solare.

Il massimo avvicinamento al nostro pianeta è previsto il 17 gennaio alla distanza di 108 milioni di chilometri. Per tutti gli appassionati e per chi ha ricevuto un telescopio o binocolo sotto l'albero di Natale, vale la pena tentare di osservarla, nuvole permettendo.

Bisogna cercare la cometa a Nord Est, "nei pressi della stella Arturo, la più luminosa della costellazione del Bootes", dice Paolo Volpini dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). La cometa, aggiunge Volpini, non apparirà come un punto di luce ma come un batuffolo luminoso, perché la luce della sua chioma è diffusa.

Il 17 gennaio, aggiunge Volpini, la cometa sarà visibile vicino alla galassia M101, e a metà mese diventa visibile per tutta la notte, perché transita vicino al Polo Nord Celeste.

Scoperta nel 2013, dal progetto Catalina Sky Survey presso l'università dell'Arizona a Tucson, Catalina arriva probabilmente dalla Nube di Oort e la sua orbita ci dice due cose: che è alla sua prima visita nelle regioni interne del Sistema Solare e che non tornerà più.

Dopo aver 'salutato' la Terra, la cometa si preparerà a dire addio al Sistema Solare e sfreccerà verso le regioni esterne alla velocità di 166.000 chilometri all'ora, ossia quasi tre volte più veloce della sonda New Horizons della Nasa che si è avvicinata al pianeta nano Plutone.

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SDA-ATS