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La situazione umanitaria in Nordafrica e l'eventuale flusso massiccio di profughi erano fra gli argomenti della riunione oggi a Bruxelles del comitato misto Schengen del Consiglio dei ministri di giustizia e dell'interno dell'UE. Ai lavori ha partecipato anche la consigliera federale Simonetta Sommaruga, che ha auspicato una forte cooperazione fre gli Stati membri dell'UE.

"Nessuno sa come evolverà la situazione", ma c'è sicuramente da aspettarsi un movimento migratorio, in gran parte verso Egitto e Tunisia, ma pure verso l'Europa, ha detto la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ai giornalisti svizzeri a Bruxelles. "Dobbiamo fare tutto il possibile affinché le persone che hanno bisogno di protezione la ricevano effettivamente", ha osservato Sommaruga. È perciò importante che la Svizzera veda che contributo può fornire per migliorare sul posto "una situazione umanitaria, in parte difficile".

Il diritto all'asilo - ha aggiunto la ministra di giustizia elvetica - è un diritto fondamentale importante. Ma con il flusso di rifugiati possono arrivare in Europa anche dei criminali; e bisogna proteggere la propria popolazione. Allo stato attuale delle cose riveste grande importanza l'analisi dei rischi e della situazione. Secondo la responsabile del DFGP, nelle discussioni odierne è risultato chiaro che la situazione attuale va affrontata tutti assieme e che può essere gestita solo con una buona cooperazione fra gli Stati.

Nei colloquio bilaterali con il ministro dell'interno Roberto Maroni, l'Italia non ha espresso alcun auspicio di assistenza. Si è deciso di rimanere in stretto contatto con il Paese limitrofo e di informarci sugli avvenimenti più importanti. Si è così dato il colpo d'avvio ad "uno scambio intenso", ha detto ancora Sommaruga.

All'inizio dell'incontro di Bruxelles, Maroni ha parlato di "una situazione umanitaria catastrofica" da affrontare tutti assieme nell'UE, e ha chiesto più soldi per l'Italia, che, a suo dire, potrebbe dover accogliere un milione di rifugiati. I diplomatici europei gli hanno comunque fatto notare che la Penisola riceve già la gran parte degli 1,8 miliardi di euro stanziati dal 2007 al 2013 per il fondo di sicurezza per i confini esterni dell'UE. Italia, Malta e Spagna hanno chiesto solidarietà agli stati UE per una migliore distribuzione dei profughi nel caso di un massiccio afflusso. Germania, Austria e Svezia hanno replicato che per il momento non ne vedono alcun motivo.

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SDA-ATS