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La pecora Dolly nasceva 20 anni fa, primo mammifero clonato

La pecora Dolly all'età di sette mesi. Keystone/AP/PAUL CLEMENTS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 luglio 2016 - 13:53
(Keystone-ATS)

20 anni fa nasceva la pecora Dolly, il primo mammifero clonato. È stata il primo successo della tecnica della clonazione e come tale la sua nascita è stata annunciata dalla rivista Nature qualche mese più tardi, nel febbraio 1997.

Quell'esperimento, condotto nell'istituto Roslin di Edimburgo dal gruppo di Keith Campbell e Ian Wilmut, ha segnato una svolta in biologia e l'inizio delle ricerche sulle cellule staminali. Fino a quel momento si erano fatti dei tentativi sugli anfibi, ma clonare un mammifero era un tabù.

Così, per la prima volta, a partire da una cellula specializzata nel produrre latte si è ottenuto un animale intero. inoltre la nascita di Dolly ha dimostrato che "una cellula adulta può tornare indietro".

Nata il 5 luglio 1996, Dolly era stata ottenuta prelevando il nucleo di una cellula della ghiandola mammaria di una pecora adulta e trasferendolo nell'ovocita di un'altra pecora, a sua volta privato del nucleo. Dopo il trasferimento, il DNA della cellula adulta si era riprogrammato e la cellula era tornata a essere indifferenziata e capace di svilupparsi in ogni direzione (totipotente) come una cellula embrionale. Da qui ha cominciato a formarsi un embrione, poi trasferito nell'utero di una terza pecora, che ha portato avanti la gravidanza.

Da allora la stessa tecnica, perfezionata, ha permesso di ottenere cloni di specie utili in laboratorio come il topo o il maiale, fino a quelle da allevamento e a quelle minacciate di estinzione. Ma Dolly ha aperto la strada anche all'epigenetica: ha dimostrato che esiste un codice non scritto che riveste il DNA, fatto di fattori chimici, che permette alla cellula di tornare indietro nel tempo e ri-specializzarsi. A partire da questo, cellule adulte sono state fatte ritornare bambine (staminali pluripotenti indotte, IPS) immergendole in un cocktail di geni, e poi indotte a specializzarsi in cellule di organi e tessuti per i trapianti.

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