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La riforma dell'esercito non potrà entrare in vigore prima del gennaio 2018. La sua bocciatura da parte del Consiglio nazionale durante l'ultima sessione estiva delle Camere federali ne rende impossibile l'applicazione per il 2017.

Il Consigliere federale Ueli Maurer ha informato giovedì i suoi collaboratori di questo ritardo, hanno reso noto oggi la Basler Zeitung e la radio svizzera di lingua tedesca SRF. La notizia è stata poi confermata all'ats dalla portavoce del Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) Karin Suini.

L'applicazione della riforma dell'esercito avverrà solo dal gennaio del 2018 e questo se nel frattempo non sarà lanciato un referendum, si precisa in un documento interno del dipartimento di Maurer. Un video del capo dell'esercito, comandante di corpo André Blattmann, fornirà probabilmente lunedì informazioni supplementari ai suoi subordinati, ha aggiunto Suini.

Con questa riforma, bocciata al Nazionale grazie al voto congiunto di democentristi, socialisti e verdi, il Consiglio federale punta ad un esercito con meno effettivi, ma meglio equipaggiato. Il dossier era stato adottato in marzo dal Consiglio degli stati, che dovrà adesso riesaminarlo.

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SDA-ATS