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La Svizzera verserà 120 milioni in più per il clima

Il presidente della Confrederazione Alain Berset a Katowice

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

La Svizzera si impegna a versare oltre 120 milioni di dollari in nuovi contributi finanziari per i cambiamenti climatici.

Il presidente della Confederazione Alain Berset lo ha annunciato oggi a Katowice (Pologna) in occasione della 24esima Conferenza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sul clima, chiedendo misure rapide per contrastare il riscaldamento globale.

Tale importo proviene dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e si aggiunge al sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo per l'attuazione delle loro politiche climatiche.

Nel dettaglio, 76 milioni di dollari andranno a progetti e programmi bilaterali, 12 milioni per azioni mirate del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e 9 milioni per l'iniziativa sui sistemi di allerta rapidi per i rischi climatici (CREWS).

Dieci milioni di dollari sono poi destinati al "BioCarbon Fund", un fondo lanciato dalla Banca mondiale, e 13 milioni, sull'arco dei prossimi quattro anni, ai Paesi meno sviluppati e al Fondo speciale per i cambiamenti climatici.

"Dire che il tempo stringe, è poco", ha affermato Berset. È giunto il momento di reagire, le conseguenze del cambiamento climatico sono percepibili per tutti. "Il numero e la frequenza di eventi meteorologici estremi è in aumento, alcune infrastrutture sono minacciate e nuove malattie appaiono alle nostre latitudini".

In Svizzera la temperatura media è aumentata di 2 gradi, più del doppio della media globale, ha aggiunto il presidente della Confederazione. L'impatto più visibile è lo scioglimento e la scomparsa dei ghiacciai. Questi hanno perso un quinto del loro volume negli ultimi dieci anni, ha precisato.

La Svizzera intende quindi ridurre le proprie emissioni del 50% entro il 2030, ha dichiarato Berset. Come dimostrano molti esempi in Svizzera e in altri Paesi, la protezione del clima non ostacola lo sviluppo economico, anzi: "È il mezzo ideale per garantire il nostro benessere a lungo termine".

Secondo Berset, il cambiamento è già troppo avviato ed è troppo tardi per discutere solo delle cause: "Dobbiamo impegnarci per limitare le conseguenze". "Se non raddoppiamo gli sforzi per proteggere il nostro pianeta, entro la metà del 21esimo secolo in Svizzera la temperatura nei mesi estivi sarà in media superiore di 2,5-4,5 gradi centigradi".

Contenere l'incremento della temperatura globale a meno di 2 gradi o a 1,5 gradi, come previsto dall'Accordo di Parigi, sarà possibile solo se tutti gli Stati, in particolare i principali emettitori, ridurranno le loro emissioni, ha detto Berset. Dal canto loro, i Paesi più poveri potranno adattarsi solo se otterranno il sostegno di tutti coloro che sono in grado di darlo.

"La Svizzera si impegna per un'azione immediata e per l'adozione di regole chiare e solide a Katowice". Secondo il presidente della Confederazione, gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni devono essere comunicati in piena trasparenza ed essere quantificabili. La Svizzera ritiene inoltre che occorra istituire un sistema di rendiconto e monitoraggio per accompagnare l'attuazione dell'Accordo di Parigi.

"Qualsiasi tentativo di indebolire la realizzazione del patto o di fissare misure troppo poco ambiziose deve essere fermamente respinto", ha concluso Berset.

La conferenza dell'ONU è iniziata ieri. Rappresentanti di circa 200 Paesi stanno lavorando a misure concrete per l'attuazione del trattato di Parigi sul clima.

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