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Nessuna fretta nel ritiro delle misure non convenzionali di stimolo all'economia: la strada dell'uscita dagli aiuti deve dipendere dalla ritmo della ripresa. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, interviene al simposio annuale della Fed di Kansas City a Jackson Hole dove, al di là degli interventi ufficiali, a dominare la scena nei corridoi è la successione al presidente della Fed Ben Bernanke.

Lagarde invita a collaborare e a "non sprecare lo spazio offerto dalle misure di politica monetaria non convenzionali" per agire a sostegno della crescita. Un invito che sembra rivolto soprattutto ai politici.

"La politica monetaria da sola non può rispondere a tutte le domande e non può risolvere ogni problema economico": servono - è l'invito di Lagarde - riforme strutturali per gettare le fondamenta di una "crescita durevole e duratura".

la direttrice generale del Fmi si sofferma su un'analisi delle misure non convenzionali di stimolo e ne mette in evidenza i rischi. "Sotto molti punti di vista le banche centrali sono state gli eroi della crisi finanziaria", "con le loro eccezionali azioni hanno aiutato ad allontanare il mondo dal precipizio di un'altra Grande Depressione".

Ma le "politiche monetarie non convenzionali includono il navigare in un nuovo mondo. È come entrare in una stanza buia". E l'entrata è come l'uscita dagli stimoli: sono acque non navigate prima. "Io resto ottimista. Le banche centrali hanno gestito bene l'entrata e non vedo nessun motivo per il quale non dovrebbero gestire altrettanto bene l'uscita".

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SDA-ATS