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Lago di Thun (BE): archeologia subacquea di salvataggio

Un archeologo sommozzatore al largo di Thun. Servizio archeologico del Canton Berna sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 gennaio 2020 - 15:43
(Keystone-ATS)

Il Servizio archeologico del Canton Berna (ADB) fino a marzo esegue scavi subacquei di salvataggio nel lago di Thun.

I resti di palafitte della prima Età del bronzo di considerevole valore patrimoniale nella porzione inferiore del bacino, nei pressi dell'uscita dell'Aare, sono infatti in pessimo stato e minacciati dall'erosione.

L'analisi dendrocronologica ha permesso di datare l'insediamento tra il 1590 e il 1540 a. C., indica oggi in un comunicato il Dipartimento cantonale dell'educazione e della cultura. Una parte dei pali sono in uno stato di conservazione particolarmente precario. Gli archeologi intendono dunque intervenire prima che questo patrimonio sia definitivamente compromesso.

La principale minaccia è l'erosione dei sedimenti del fondo del lago, che ha due origini. Da un lato, vi è una corrente naturale, dall'altro vi sono gli spostamenti della colonna d'acqua dovuta alla circolazione dei battelli.

L'insediamento oggetto di salvataggio è stato scoperto da un sommozzatore sportivo nel 2014 poco al largo di Thun: all'epoca era praticamente il solo villaggio palafitticolo noto nel lago. Gli archeologi disponevano invece di documentazione funeraria della prima Età del bronzo in villaggi della regione (oltre a Thun, a Hilterfingen, Amsoldingen e Spiez).

Nel frattempo il lago di Thun ha regalato altri ritrovamenti palafitticoli della prima Età del bronzo e di quella tarda (1050-950 a. C.), che si estendono sul fondale per almeno 15'000 metri quadrati. Le dimensioni sono "considerevoli" e non meno significative dei più celebri ritrovamenti rivieraschi coevi dei laghi ai piedi del Giura. I villaggi palafitticoli sono un bene culturale inestimabile, ricorda il Dipartimento.

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