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La stazione di Basilea

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Un uomo, che il 5 dicembre 2015 aveva minacciato di far esplodere una valigia alla stazione ferroviaria di Basilea, è stato condannato oggi a 14 mesi con la condizionale per un periodo di prova di tre anni. Lo ha deciso il Tribunale penale di Basilea Città.

Parte della sentenza prevede che il 34enne svizzero debba sottoporsi a una terapia presso la clinica psichiatrica universitaria (UPK) di Basilea. Se non seguirà questa cura, dovrà scontare la pena.

L'uomo è ritenuto colpevole di perturbamento di pubblici servizi e di pubblica intimidazione.

La minaccia dello squilibrato di far esplodere una bomba nel settore francese della stazione di Basilea aveva portato al dispiegamento di un ingente dispositivo di polizia. In un primo momento egli aveva minacciato un dipendente di Securitrans e alcuni agenti.

Erano dovuti intervenire anche specialisti da Zurigo per disinnescare la presunta bomba e il traffico di bus e tram era stato interrotto.

L'uomo, alcolista da più di 20 anni, al momento dei fatti aveva un'alcolemia del 2,3 per mille.

Il tribunale ha attestato all'imputato, che ha già seguito senza successo numerose terapie ed è stato ricoverato 32 volte alla UPK, una lieve scemata responsabilità.

L'uomo dovrà risarcire alla società dei trasporti cittadini e alle FFS circa 3800 franchi. Oltre a ciò, dovrà pagare i costi processuali e quelli di polizia per un ammontare di 31'000 franchi.

Il ministero pubblico chiedeva dodici mesi sospesi per quattro anni, mentre la difesa voleva una pena pecuniaria sospesa di 150 aliquote giornaliere di 10 franchi.

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SDA-ATS