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Il governo non vuole sostenere un prezzo di 75 centesimi al chilo per il latte.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Continuano a far discutere il prezzo del latte e le prospettive del settore. Il Consiglio federale ha respinto oggi una mozione che chiedeva di introdurre un "prezzo d'intervento" di 75 centesimi al kg per l'80% della produzione industriale.

"I produttori si trovano in una situazione catastrofica e senza prospettive per il futuro", deplora l'autore del testo, il consigliere nazionale Jacques Nicolet (UDC/VD) sostenuto da 26 parlamentari dell'UDC, del PLR e del PPD. "Dalla soppressione del contingentamento lattiero nel 2009, gli attori della filiera non sono riusciti a mettere a punto strumenti efficaci per mantenere e sviluppare un buon valore aggiunto, assicurando un prezzo decente per i produttori."

Dal 2009 il prezzo del latte di latteria è rimasto notevolmente al di sotto del "prezzo di intervento" richiesto di 75 ct./kg, replica il governo. Per poter garantire il prezzo proposto dall'autore della mozione sarebbero dunque necessari interventi costanti sul mercato che comporterebbero costi elevati per la Confederazione.

Secondo il governo, l'introduzione di un sistema di questo tipo contrasterebbe inoltre chiaramente con gli sviluppi osservati finora sul mercato e nella politica agricola. Secondo l'esecutivo, che cita un rapporto del 2015, il settore lattiero svizzero possiede alcune importanti caratteristiche di unicità rispetto al contesto internazionale: aziende a conduzione familiare tradizionali, attenzione al benessere degli animali, vacche al pascolo, foraggiamento basato sulla superficie inerbita e produzione casearia prevalentemente artigianale.

SDA-ATS