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Lauber ha violato diversi doveri d'ufficio, ha agito in modo sleale

Il procuratore generale Michael Lauber,. secondo l'autorità di vigilanza del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), ha infranto diversi doveri d'ufficio (foto d'archivio) KEYSTONE/PETER SCHNEIDER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2020 - 11:36
(Keystone-ATS)

Il procuratore generale Michael Lauber ha infranto diversi doveri d'ufficio: ha ripetutamente detto il falso, ha agito in modo sleale e ha violato il codice di condotta del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) in modo "gravemente negligente".

Lo indica oggi l'autorità di vigilanza della procura federale (AV-MPC), aggiungendo che Lauber ha provato anche a ostacolare l'inchiesta. Sotto accusa i suoi incontri con il presidente della FIFA Gianni Infantino.

"Inoltre, evidentemente il procuratore generale non vede la scorrettezza del suo operato e denota una concezione fondamentalmente erronea della propria professione", scrive in una nota l'AV-MPC, annunciando la conclusione del procedimento disciplinare nei confronti di Lauber - aperto lo scorso maggio - e sottolineando che la somma delle violazioni commesse è "considerevole".

L'indagine condotta dal giudice federale Alexia Haine - membro dell'autorità di vigilanza del MPC - ha mostrato che Lauber ha violato in più occasioni i suoi obblighi di responsabilità in particolare riguardo agli incontri con Infantino nel 2016 e nel 2017.

A Lauber, come sanzione disciplinare, è stata imposta una diminuzione salariale dell'8% - il massimo consentito ammonta al 10% - per la durata di un anno. La sanzione è stata ridotta poiché non vi sono indicazioni che il procuratore generale abbia ricevuto prestazioni pecuniarie, materiali o personali illegali. Il procuratore generale può presentare ricorso contro la decisione.

Gli incontri nel mirino

Le violazioni commesse dal procuratore generale riguardano tre incontri con il presidente della FIFA: il 22 marzo 2016, il 16 giugno 2017 e il 22 novembre 2018. Contrariamente alle disposizioni, Lauber ha omesso di redigere i verbali dei tre colloqui con Infantino.

Ai due incontri del 2016 e 2017, in cui furono discussi temi rilevanti per il procedimento, era presente anche una terza persona. "Ciò ha creato il pericolo di una violazione del segreto d'ufficio", rileva l'AV-MPC.

È inoltre provato che il 16 giugno 2017 il procuratore generale ha incontrato Infantino, contrariamente a quanto sosteneva Lauber. A questi si contesta dunque il fatto di aver più volte detto consapevolmente e intenzionalmente il falso all'AV-MPC, al Parlamento e al pubblico.

Ostacolata l'indagine

Il procuratore generale ha oltretutto ostacolato l'indagine dell'AV-MPC, influenzando personalmente la gestione delle richieste di informazioni e di edizione degli atti dell'autorità di vigilanza all'interno della procura federale "per farle illecitamente respingere oppure per trascinarle per le lunghe". Sempre in questo ambito, ha personalmente concesso a persone informate sui fatti impiegate dall'AV-MPC autorizzazioni a deporre illecite prima del loro interrogatorio.

L'autorità di vigilanza, tenendo conto dell'entità delle infrazioni, considera particolarmente gravi le violazioni degli obblighi, la condotta sleale e le informazioni non veridiche.

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