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Schneider-Ammann immortalato durante la conferenza sui lavoratori anziani

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

I "lavoratori anziani" non devono più essere discriminati nella ricerca di lavoro e nell'assunzione. Confederazione, Cantoni e mondo sindacale vogliono puntare sulla formazione continua e sull'obbligo di segnalazione dei posti vacanti.

Chi perde il lavoro dopo i 50 anni ha più difficoltà a trovarne uno nuovo rispetto ai giovani. È quanto ribadito oggi a Berna in occasione della Terza conferenza nazionale dei "lavoratori anziani".

Il numero dei lavoratori in età avanzata, sopratutto donne, è aumentato negli ultimi anni nel mercato del lavoro svizzero. E continuerà a progredire nel corso del prossimo decennio, secondo i dati presentati alla conferenza odierna, a cui hanno partecipato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione della ricerca (DEFR), il ministro Johann Schneider-Ammann, alcuni rappresentanti dei Cantoni e del mondo sindacale.

Gli over 50 sono meno colpiti dalla disoccupazione rispetto ai giovani. Nel 2016 il loro tasso di disoccupazione, che era aumentato nel 2015, è stato un punto percentuale inferiore rispetto alla media svizzera. Tuttavia, a queste persone risulta molto più difficile trovare un nuovo lavoro, secondo dati della Segreteria di Stato dell'economia (SECO).

Nella dichiarazione finale congiunta i partecipanti hanno sottolineato il sostegno ad un'attuazione più efficace dell'obbligo di notifica dei posti vacanti per determinati settori, che il Parlamento ha deciso nella legge d'applicazione per attuare l'iniziativa sull'immigrazione di massa. Una procedura di consultazione dovrebbe tenersi ancora quest'anno, ha riferito il consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Il vincolo dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2018.

Mancano misure concrete

Purtroppo, dopo un nuovo round di dibattiti, i differenti attori non si sono accordati su nessuna nuova misura concreta, afferma in un comunicato Travail.Suisse dichiarandosi deluso dal fatto che il mondo sindacale e la Confederazione non siano arrivati ad una dichiarazione finale più efficace.

La situazione preoccupa i sindacati. In marzo, la proporzione di ultracinquantenni (sul totale di disoccupati di questa categoria di età) alla ricerca di un impiego da oltre un anno era del 26,8%, sottolineava la scorsa settimana Travail.Suisse. A titolo di paragone, per le classi di età 15-24 anni e 25-49 anni la quota era rispettivamente del 2,3% e del 14,1%.

Senza contare che - secondo quanto affermato oggi dal presidente del sindacato Adrian Wüthrich - nella ricerca di lavoro le persone di una certa età sono sempre più spesso in condizioni di svantaggio rispetto agli stranieri.

Queste cifre sono la prova che è necessario agire per supportare maggiormente i "lavoratori anziani", sottolinea chi li sostiene. Tra le misure proposte figurano: maggiore protezione normativa contro il licenziamento, divieto di fissazione di un limite di età nelle offerte d'impiego, obbligo per le aziende di annunciare i posti vacanti negli uffici regionali di collocamento nonché di favorire la formazione continua dei propri "lavoratori senior".

No all'interventismo

I datori di lavoro non vogliono sentire parlare di queste misure che ritengono "controproducenti" e "dannose". L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) fa sapere in una nota che rifiuta nuovi interventi normativi.

L'associazione di categoria delle piccole e medie imprese (PMI) vuole piuttosto concentrarsi su misure per mantenere gli impieghi dei lavoratori di età più avanzata. Quest'ultimi devono essere motivati e disposti a completare la loro formazione. Bilanci e misure di formazione continua devono essere risolti singolarmente tra datore di lavoro e lavoratore.

Per sostenere gli over 50, l'USAM intende utilizzare ancor più le imprese di collocamento di servizi e lavori temporanei. L'associazione ha già presentato alla SECO un progetto per migliorare l'occupazione dei lavoratori senior, afferma.

Sensibilizzazione

Lo scorso anno, anche la Seconda conferenza nazionale non aveva portato a misure concrete. Aveva però stilato un bilancio positivo degli impegni presi in occasione della prima edizione nel 2015, tra cui un maggiore sostegno alla formazione professionale per tutte le classi d'età e gli sforzi per sensibilizzazione le imprese per contrastare gli stereotipi negativi su "lavoratori anziani".

Il Consiglio federale ha dal canto suo recentemente presentato un progetto per la formazione continua incentrata sulla digitalizzazione dell'economia, mirato a questa parte della popolazione. Il DEFR presenterà un programma concreto entro novembre. Queste misure fanno parte di un'iniziativa lanciata nel 2011 per contrastare la mancanza di personale qualificato e sostenere il potenziale di manodopera indigena.

SDA-ATS

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