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Le attuali multe massime per chi non rispetta le condizioni lavorative e salariali minime non sono sufficientemente dissuasive. Ne è convinta la Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (CET-N).

Con 17 voti a 7, ha infatti deciso di appoggiare il progetto di modifica della Legge sui lavoratori distaccati proposta dal Consiglio federale che prevede di aumentare le sanzioni da 5000 a 30'000 franchi.

Per la maggioranza della CET-N, la revisione legislativa è necessaria alla luce soprattutto della grande quantità di imprese estere che inviano lavoratori distaccati nella Confederazione. Per la minoranza sarebbe invece meglio agire nel quadro più globale dell'applicazione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione votato il 9 febbraio 2014. Se approvato, l'aumento delle sanzioni colpirebbe inoltre anche le imprese elvetiche, ciò che esula dal campo di applicazione delle misure accompagnatorie alla libera circolazione.

Il progetto governativo prevede che l'autorità competente per le sanzioni, a seconda della gravità del caso, potrà rinunciare a infliggere una pena pecuniaria a favore di un divieto di operare in Svizzera per un periodo compreso tra uno e cinque anni. Il provvedimento si propone di rafforzare l'effetto deterrente della sanzione e l'applicazione delle disposizioni legali.

La sanzione è destinata principalmente ai datori di lavoro stranieri che operano in Svizzera con personale distaccato e che non rispettano le condizioni lavorative e salariali elvetiche. I Cantoni potranno infliggere multe più salate a coloro che non rispettano i salari minimi obbligatori previsti nei contratti normali di lavoro.

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SDA-ATS