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Riprendono stamane i lavori alle Camere federali. Il tema principale che verrà affrontato oggi dal Consiglio nazionale (08.00-13.00) riguarda l'inasprimento della legge sui lavoratori distaccati.

Il progetto governativo, sostenuto dalla commissione preparatoria, prevede di aumentare le sanzioni da 5 mila a 30 mila franchi per chi non rispetta le condizioni lavorative e salariali minime.

Le attuali sanzioni massime non sono considerate sufficientemente dissuasive. Per la maggioranza della commissione, la revisione legislativa è necessaria alla luce soprattutto della grande quantità di imprese estere che inviano lavoratori distaccati nella Confederazione.

Il progetto dell'Esecutivo prevede che l'autorità competente per le sanzioni, a seconda della gravità del caso, potrà rinunciare a infliggere una pena pecuniaria a favore di un divieto di operare in Svizzera per un periodo compreso tra uno e cinque anni. Il provvedimento si propone di rafforzare l'effetto deterrente della sanzione e l'applicazione delle disposizioni legali.

L'ammenda è destinata principalmente ai datori di lavoro stranieri che operano in Svizzera con personale distaccato e che non rispettano le condizioni lavorative e salariali elvetiche. I Cantoni potranno infliggere multe più salate a coloro che non rispettano i salari minimi obbligatori previsti nei contratti normali di lavoro.

La deputazione ticinese alle Camere federali difende il progetto e chiederà nel corso del dibattito un rafforzamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone.

Al Consiglio degli Stati (08.15-13.00), l'agenda dei lavori prevede la revisione della legge sull'imposizione degli oli minerali e la revisione parziale della legge sulle dogane. In agenda anche la Convenzione con l'Italia per evitare le doppie imposizioni.

Dopo il Nazionale, la camera dei cantoni dovrebbe approvare il Protocollo di modifica della Convenzione che permetterà ai due Paesi di scambiarsi, su richiesta, informazioni in ambito fiscale.

La revisione dovrebbe facilitare la regolarizzazione degli averi depositati da clienti italiani nelle banche elvetiche nell'ambito del programma di denuncia spontanea - Voluntary Disclosure - attuato dal Parlamento italiano.

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SDA-ATS