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Continua ad aumentare il numero dei lavoratori in Svizzera, mentre scende il tasso di disoccupazione ILO.

Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), nel secondo trimestre sul territorio nazionale erano occupati 4,98 milioni di persone, l'1,5% in più dello stesso periodo dell'anno precedente.

La manodopera svizzera è salita dell'1,4% a 3,48 milioni, mentre più marcata risulta la progressione degli stranieri, che hanno visto un incremento dell'1,9% a 1,49 milioni. Fra questi ultimi aumentano i frontalieri (+2,4% a 292'000), i titolari di permessi di dimora B (+5,4% a 410'000) e i possessori di un permesso di domicilio C (+0,8% a 721'000), mentre diminuiscono i titolari di un'autorizzazione di breve durata (-9,3% a 46'000).

Concentrando l'attenzione sui frontalieri, si nota che la crescita è leggermente inferiore a quella rilevata nel primo trimestre (+2,6%) e molto meno marcata di quella del 2014 (dati dei quattro trimestri: +4,1%, +4,3%, +4,0% e +4,4%). L'UST non ha ancora messo a disposizione dati disaggregati cantonali: saranno pubblicati in un secondo tempo.

Nel confronto fra sessi e tornando al dato generale si nota un incremento maggiore delle donne occupate (+1,9%) rispetto agli uomini (+1,2%), con dati assoluti di rispettivamente 2,27 milioni e 2,70 milioni.

Mentre aumenta l'occupazione generale molti non hanno però un impiego, anche se il loro numero è in calo. Nello spazio di un anno i disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO) sono diminuiti di 8000 unità, scendendo a quota 200'000: il tasso si è portato al 4,2% (4,4% nel secondo trimestre 2014), con una punta del 6,4% fra i giovani (7,7%). A titolo di confronto la disoccupazione "ufficiale" elvetica - quella calcolata dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e resa nota a scadenza mensile - ammontava in aprile al 3,3%, in maggio al 3,2% e in giugno al 3,1%.

La disoccupazione è scesa anche nel resto d'Europa. Sull'arco di un anno il tasso ILO si è contratto dal 10,1% al 9,5% nell'Ue, mentre nell'Eurozona la flessione è stata dall'11,5% al 10,9%. Anche la quota di disoccupazione giovanile risulta in diminuzione, sebbene continui a essere molto alta: 20,3% nell'Ue e 22,2% nella zona euro, con una punta del 41,3% per l'Italia. Solo in Grecia (55,4%) e Spagna (49,2%) vi sono più giovani senza lavoro che nella Penisola.

La disoccupazione totale italiana è al 12,2%, uguale a quella di un anno prima. Gli altri paesi prossimi alla Svizzera presentano tassi che variano dal 4,7% della Germania al 9,8% della Francia, passando dal 5,9% dell'Austria.

Tornando alla statistica elvetica, si nota che la disoccupazione tocca assai più gli stranieri (tasso dell'8,0%) che gli svizzeri (2,8%). E se si prendono in considerazione solo i lavoratori non Ue o Aels il dato schizza al 12,5%.

I senza lavoro di lunga durata ai sensi dell'ILO (un anno o più) sono sono diminuiti da 78'000 a 75'000, con una quota che è però leggermente aumentata, passando dal 37,2% al 37,4%. La durata mediana di disoccupazione è scesa da 239 a 221 giorni.

Sempre nel secondo trimestre i lavoratori a tempo parziale erano 1,68 milioni (+21'000 rispetto a un anno prima): di questi 343'000 erano sottoccupati, ovvero avrebbero voluto lavorare di più ed erano disponibili a farlo nel breve termine.

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SDA-ATS