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Il logo dell'Unione sindacale svizzera (USS) (foto simbolica d'archivio).

Keystone/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Non si è fatta attendere la reazione dei sindacati alla pubblicazione stamane da parte della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) dell'indagine europea sulle condizioni di lavoro.

I risultati evidenziano quanto denunciamo da anni: i dipendenti sono sotto pressione, rilevano in note distinte Unione sindacale svizzera (USS), Unia e Travail.Suisse, puntando il dito contro la flessibilità ad ogni costo e gli orari imposti dall'alto.

I lavoratori sono sempre più in balia di interessi economici a breve termine, denuncia l'USS che, come gli altri sindacati constata come fra il 2005 e il 2015 sia nettamente calata la quota di lavoratori che possono decidere i propri orari di lavoro, mentre sono cresciute le esigenze di flessibilità da parte del padronato.

È una tendenza pericolosa, continua l'USS, poiché solo il 45,2% delle aziende in Svizzera valuta regolarmente i rischi dello stress sul lavoro, mentre altrove (Regno Unito, Danimarca) questo tasso è del 90%.

Per Unia la tendenza è allarmante: gli orari di lavoro eccessivi e la mancanza di prevedibilità nuocciono alla salute. La flessibilizzazione avviene unilateralmente a spese dei dipendenti, che subiscono sempre più la pressione di dover essere raggiungibili in ogni momento.

Per Travail.Suisse i risultati pubblicati dalla SECO confermano quanto emerso dal Barometro delle condizioni di lavoro. I lavoratori si lamentano di una perdita di autonomia nell'impiego del tempo e della soppressione o della riduzione delle pause, sottolinea il presidente, Adrian Wütrich, citato nella nota.

I sindacati mettono infine in guardia da un'ulteriore smantellamento della protezione dei lavoratori. Le iniziative presentate dai consiglieri agli Stati Konrad Graber (PPD/LU) e Karin Keller-Sutter (PLR/SG) sono "ciniche", per l'USS. Potrebbero portare alla soppressione della registrazione del tempo di lavoro per un terzo dei lavoratori e all'abrogazione della durata massima settimanale di lavoro, prosegue.

Ciò significa lavoro gratuito fornito dai dipendenti, aumento massiccio dello stress e rischi per la salute, oltre all'impossibilità di conciliare lavoro, famiglia, vita privata e formazione continua, secondo Wütrich.

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SDA-ATS