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Lega dei Ticinesi chiede ritorsioni anti-Tremonti

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 maggio 2011 - 14:49
(Keystone-ATS)

Le ultime esternazioni del ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti "non possono rimanere senza una risposta energica da parte ticinese e svizzera": ne è convinta la Lega dei ticinesi, che chiede una serie di ritorsioni immediate.

Il partito di Giuliano Bignasca auspica innanzitutto la sospensione dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri (il versamento per l'anno 2010 dovrebbe avvenire in giugno) e il rifiuto di tutte le domande di gestori patrimoniali volte a esercitare la professione in Ticino. No secco anche all'Expo 2015 di Milano: la Lega "è pronta a lanciare il referendum contro ogni credito, cantonale o comunale, che dovesse venire votato in relazione della partecipazione della Svizzera alla fallimentare esposizione".

La Lega si riserva inoltre di farsi promotrice di altre azioni più incisive, a partire dall'organizzazione di blocchi in dogana, e stigmatizza il comportamento del Consiglio federale, reo a suo avviso di non difendere la piazza finanziaria elvetica e di disinteressarsi completamente dei problemi del Ticino.

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