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Ci stiamo battendo per voi.

KEYSTONE/TI-PRESS/CARLO REGUZZI

(sda-ats)

Fortemente voluta in Ticino, la proroga facilitata per i Contratti normali di lavoro (CNL) dovrebbe essere adottata domani dal Parlamento federale al momento del voto finale, ma con uno scarto di "sì" probabilmente risicato.

Lo ha dichiarato all'ats il Consigliere nazionale Ignazio Cassis, capogruppo del Partito liberale-radicale alle Camere federali, secondo cui simile misura potrebbe passare, "se abbiamo fortuna", con una decina di voti di scarto.

Scontato il "no" dell'UDC - con qualche defezione dei Ticinesi presenti nel gruppo come Marco Chiesa e Roberta Pantani - la stragrande maggioranza del gruppo PLR è contrario, ha ammesso Cassis, poiché giudica illiberale questa misura, una sorta di "tradimento" alla libertà di mercato del lavoro che ha contribuito alla fortuna del nostro Paese.

Non è quindi stato agevole convincere dietro le quinte quei 5-6 colleghi di partito - favorevoli sicuramente i Ginevrini - a votare a favore di questo provvedimento che dovrebbe facilitare il prolungamento dei 14 CNL in vigore in Ticino che giungono a scadenza, ha sostenuto Cassis.

Secondo il deputato ticinese, anche se non c'è la sicurezza al 100%, l'esito del voto di domani dovrebbe arridere al Ticino che ha voluto questo provvedimento: esso prevede anche sanzioni fino a 30 mila franchi oppure un divieto per le imprese estere di operare in Svizzera per un periodo da uno a cinque anni, per chi viola le condizioni lavorative e salariali minime previste dalle misure di accompagnamento.

Cassis non è stato l'unico deputato ticinese a dover fare opera di convincimento in seno al gruppo, come ha indicato il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD), imprenditore, nel corso del tradizionale incontro odierno con la Deputazione ticinese alle Camere federali. Tuttavia anche Regazzi, "per spirito di squadra e perché si tratta di una proposta venuta dall'amministrazione cantonale", ha voluto dare il proprio contributo.

Regazzi ha tuttavia messo in guardia da facili entusiasmi: se anche questa modifica legislativa dovesse essere accolta, ciò non significa che tutti i problemi del Ticino verranno magicamente risolti. Un'impressione condivisa anche da Cassis, Marco Chiesa (UDC) e Roberta Pantani (Lega).

Nel suo intervento, il consigliere nazionale Marco Romano (PPD) ha voluto tuttavia sottolineare una volta di più l'improbo lavoro svolto dalla Deputazione che in un anno e mezzo è riuscita a completare l'attuale legislazione quando all'inizio aveva contro tutti: partiti, amministrazione federale e il Consiglio federale. Contro tutte le previsioni che ci davano per spacciati, ce l'abbiamo fatta, ha affermato.

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SDA-ATS