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La legge federale sulla parità dei sessi (LPar), entrata in vigore 20 anni fa, non ha avuto gli effetti auspicati e sono necessari nuovi strumenti. Questo il bilancio stilato oggi in un convegno nazionale a Neuchâtel che ha riunito circa 200 partecipanti.

Un nuovo disegno di legge in consultazione dovrebbe migliorare la situazione.

Dall'entrata in vigore della legge il primo luglio 1996 non sono stati granché numerosi i casi portati in tribunale, ha dichiarato alla stampa Sylvie Durrer, direttrice dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU). La legge ha tuttavia avuto a suo avviso un effetto preventivo, e molte vertenze si regolano fuori dai tribunali.

In ogni caso, ha rilevato, "in Svizzera non è facile opporsi al datore di lavoro". Un onere ancora troppo gravoso pesa sulla vittima, che deve fornire indizi tangibili di discriminazione.

La legge in vigore ha avuto un apporto "incontestabile", ma le differenze tra i due sessi rimangono "sensibili", afferma l'UFU in un comunicato. Secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), nel 2012 la differenza di salario tra donne e uomini era del 18,9% nell'economia privata e del 13,6% nel settore pubblico. Una parte rilevante di queste percentuali (quasi il 40%) "non era spiegabile".

Per porre rimedio alla situazione, è attualmente in consultazione un nuovo disegno preliminare di legge. Esso prevede che i datori di lavoro che impiegano più di 50 persone siano obbligati a svolgere un'analisi dei salari ogni quattro anni e a far controllare i loro rapporti da un organo esterno. Il neo è che nessuna sanzione è prevista, a parte una eventuale lista di società recalcitranti. Ma se il datore di lavoro trasmette la sua analisi ai lavoratori come deve, le vittime potranno appoggiarsi su questo rapporto per farsi valere. Se non la fornisce i sindacati potranno denunciarlo.

Il progetto può sembrare timido ma è equilibrato, dunque atto a trovare la più ampia adesione, secondo Sylvie Durrer: i datori di lavoro sanno che hanno interesse a stare al gioco. La direttrice dell'UFU si dice fiduciosa. Gli oppositori della nuova legge vociferano sui media - ha rilevato - ma le imprese interpellate nell'ambito di uno studio commissionato dall'Amministrazione federale nel 2015 hanno segnalato una certa disponibilità ad eseguire regolarmente un'analisi interna.

Il convegno - indica la nota dell'UFU - ha anche permesso di presentare il libro pubblicato per la ricorrenza, "L'égalité entre femmes et hommes dans les relations de travail - 1996-2016: 20 ans d'application de la LEg (la LPar, ndr)". Aperta da una prefazione del consigliere federale Alain Berset, l'opera (pubblicata anche in tedesco) è una raccolta di contributi di specialisti impegnati nella ricerca, nell'insegnamento, nella pratica e nella promozione della parità sul lavoro.

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SDA-ATS