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Le dichiarazioni riguardanti il legno o i prodotti in legno sono spesso non conformi, e in alcuni casi mancano del tutto. Solo un terzo delle imprese controllate lo scorso anno è risultato in regola, riferisce oggi l'Ufficio federale del consumo (UFDC).

Il 39% delle aziende ha invece rilasciato delle dichiarazioni in parte scorrette. Gli errori individuati riguardano l'origine del legno (71%), il tipo di legno (3%), oppure entrambe le cose (22%). Nel rimanente quattro per cento dei casi "il problema riscontrato concerneva l'accessibilità al nome scientifico del legno da parte dei consumatori", precisa un comunicato odierno.

Rispetto al 2015, l'UFDC ha riscontrato un aumento delle irregolarità. Quest'anno però - viene sottolineato nella nota - i controlli hanno riguardato soprattutto le imprese più esposte al rischio di dichiarazione non conforme: piccole aziende, filiali mai controllate di imprese più grandi, nuovi commercianti, operatori online e per corrispondenza come pure ditte che nell'assortimento accessorio trattano prodotti del legno soggetti all'obbligo di dichiarazione.

Presso le imprese di grandi dimensioni, che vendono molti di questi prodotti, negli ultimi due anni vi è stato un miglioramento costante, precisa l'UFDC.

SDA-ATS

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