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Lego con il vento in poppa

Keystone/AP/THOMAS BORBERG

(sda-ats)

Lego ha visto aumentare i ricavi nella prima metà del 2016 a 15.692 milioni di corone danesi, ossia circa 2,1 miliardi di euro (+11% senza considerare l'impatto dei cambi).

L'utile netto si è invece fermato a 3.489 milioni di corone (468 milioni di euro), rispetto ai 3.553 milioni dell'anno passato (-1,8%)

La vendita dei mattoncini è stata favorita da linee affermate come Lego City e Ninjago e dalla nuova linea Nexo Knights. A livello geografico hanno continuato a "tirare" i pur maturi mercati europei, accanto all'Asia, mentre nelle Americhe la crescita è stata stazionaria.

Ad aumentare non sono stati solo i bambini che giocano con i Lego. Grazie all'apertura di una fabbrica in Cina e all'ampliamento di un impianto di Messico salgono anche i dipendenti del gruppo: 3.500 persone in più (+24%) con una forza lavoro in tutto il mondo arrivata a 18.500 unità.

Durante la prima metà del 2016 una nuova fabbrica a Jiaxing, in Cina, ha iniziato a produrre gli elementi Lego e il suo sviluppo proseguirà fino al 2017. È stata avviata poi l'espansione dello stabilimento di Monterrey, in Messico, che in futuro offrirà una capacità produttiva potenzialmente doppia. Inoltre, presso l'impianto di Nyíregyháza, in Ungheria, sono iniziati i lavori di ampliamento per soddisfare una capacità produttiva potenzialmente doppia.

Nei primi sei mesi del 2016 l'utile operativo è rimasto pressoché fermo (+1%) a 4.655 milioni di corone danesi mentre il flusso di cassa derivante da attività operative è risultato pari a 3.947 milioni di corone (da 4.349 milioni di corone danesi della prima metà del 2015).

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SDA-ATS