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BRUXELLES - Svizzera e Unione Europea sono intenzionate a migliorare e semplificare le loro strette relazioni, ma rimane la questione del "come". Sarà costituito un gruppo di lavoro. E' quanto emerso dalla visita odierna della presidente della Confederazione Doris Leuthard a Bruxelles, dove ha incontrato il presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy, il presidente della Commissione Manuel Barroso e alcuni commissari.
Van Rompuy, al termine del colloquio, ha affermato che nelle future trattative Berna dovrà farsi carico del diritto europeo se vorrà prendere parte al suo mercato interno. "Dovremo cercare insieme delle soluzioni", ha aggiunto. La Leuthard è rimasta prudente nelle dichiarazioni, limitandosi a commentare che sulla maniera di migliorare i rapporti bilaterali "la riflessione è opportuna, vedremo come riuscirci nella pratica".
Anche se l'ultima parola su come proseguire nelle relazioni bilaterali non è ancora stata detta - ha specificato il presidente del Consiglio europeo - l'importanza della Svizzera quale stretto partner dell'UE è fuori discussione, in quanto "condividiamo frontiere e valori". Ma occorrono rapporti "più fluidi e più semplici", per facilitare la gestione degli oltre 120 accordi bilaterali. Agli occhi dell'UE essi sono oggi "troppo statici e di difficile adattamento all'evoluzione del diritto europeo". L'UE non intende più soddisfare ogni desiderio particolare della Svizzera, la quale dovrebbe riprendere automaticamente le norme europee.
Inoltre, vi sono importanti punti di disaccordo su certi dossier ormai bloccati, in materia fiscale e, più precisamente, in ciò che concerne le imposte cantonali sulle holdings, ha dichiarato ancora Van Rompuy.
Gruppo di lavoroNel successivo incontro con il presidente della Commissione, Manuel Barroso ci si è accordati di istituire un gruppo di lavoro, definito "uno strumento importante", con l'incarico di individuare le "soluzioni". Entro le fine dell'anno dovrebbero esserci i primi risultati, "poi vedremo quali tracce proseguire, ha dichiarato la Leuthard.
Da parte sua Barroso ha affermato: "non vogliamo porre freni a ciò che è in fase di avanzamento". Dal gruppo di lavoro, composto di esperti, ci si attende una "discussione molto aperta" e l'UE non si presenterà con una posizione prestabilita, ha assicurato un esperto della Commissione.
Leuthard: su rigore bilancio esempio dalla SvizzeraLa consigliera federale, pur con ironia, ha voluto lanciare un invito al partner europeo in fatto di rigore nei conti e disciplina di bilancio. I Paesi dell'Unione Europea "prendano esempio dalla Svizzera", ha detto.
La ministra dell'economia ha sottolineato come, pur non facendo parte dell'Ue, Berna abbia interesse alla stabilità economica dei 27, scossi nei mesi scorsi dalla crisi greca e dagli assalti della speculazione contro l'euro. "Noi siamo solidali - ha rivendicato la Leuthard nella conferenza stampa dopo il colloquio con Van Rompuy - noi vogliamo un'Europa forte, economicamente credibile".
"La Svizzera ha un livello di debito pubblico pari al 39% del Pil, noi rispettiamo i criteri di Maastricht, se esistono ancora" (quei criteri prevedono tra l'altro un tetto del 60% del debito sul Pil, superato ormai da moltissimi Paesi europei), ha sottolineato la presidente della Confederazione.
La Leuthard ha poi espresso l'auspicio che Van Rompuy "riesca con la sua task force a trovare un meccanismo per il futuro che stabilizzi la situazione, ripristini la fiducia e riposizioni di nuovo l'Europa là dove deve stare". Il riferimento della Leuthard è al lavoro avviato a maggio dal presidente del Consiglio europeo con la task force chiamata a riformare il Patto di stabilità.
Infine, la consigliera federale ha ricordato il ruolo della Svizzera, che "ha contribuito a stabilizzare la zona euro, non soltanto come membro del Fondo monetario internazionale ma anche attraverso l'acquisto (di euro) da parte della nostra banca centrale, che è veramente un contributo molto più importante di quello della maggioranza dei Paesi dell'Ue".
L'ultima visita di un presidente della Confederazione a Bruxelles risale al 15 dicembre 2008, quando Pascal Couchepin incontrò il presidente Barroso.

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SDA-ATS