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BERNA - Doris Leuthard ha lasciato la Cina la scorsa notte dopo una settimana densa di appuntamenti e incontri. La presidente della Confederazione torna a Berna conscia di aver conseguito un importante successo sulla via del libero scambio fra i due paesi.
Da Chongqing a Shanghai e poi a Pechino, la ministra dell'economia, accompagnata da una folta delegazione, nel suo soggiorno cinese ha moltiplicato le tavole rotonde, le cerimonie e le visite, modificando instancabilmente la propria agenda per arrivare, all'ultimo minuto, a siglare un protocollo di intesa con il gigante asiatico.
Si tratta di "un bel regalo" per celebrare i 60 anni delle relazioni fra i due paesi, ha affermato commentando il via libera ai negoziati sul libero scambio raggiunto venerdì.
Anche se i negoziati saranno lunghi, il loro avvio a gennaio piazza la Svizzera nel plotone di testa fra i paesi che lavorano in questo senso.
A stemperare l'ottimismo della delegazione svizzera ci ha pensato però già oggi Jean-Daniel Gerber, capo della Segreteria di Stato dell'economia: i negoziati si annunciano "lunghi e difficili", ha affermato in un'intervista pubblicata dal domenicale "Sonntag". "I cinesi considerano l'industria elvetica di esportazione troppo competitiva", ha spiegato. "La Svizzera è infatti uno dei rari paesi industrializzati le cui esportazioni verso la Cina sono maggiori delle importazioni", ha aggiunto.

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SDA-ATS