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La coalizione libanese capeggiata dal premier uscente Saad Hariri e sostenuta da Arabia Saudita e Stati Uniti ha decretato per domani "il giorno della rabbia" in tutto il Libano in seguito alla sconfitta politica subita oggi da parte dell'opposizione guidata invece dal movimento sciita filo-iraniano Hezbollah.

"Offendere i sunniti è inaccettabile", ha detto il deputato Muhammad Kabbara, eletto nella lista di Hariri. "Per questo domani protesteremo e sarà il giorno della collera". Manifestazioni pro-Hariri e anti-Hezbollah sono state indette per domani a Tripoli, nel nord, e a Beirut.

Intanto, dopo una lunga riunione con gli stati generali della sua coalizione, Hariri ha di nuovo messo in guardia dal "colpo di Stato che Hezbollah sta tentando di mettere in atto". "È un tentativo di mettere la carica di primo ministro (libanese) sotto il controllo della Wilayat al-Faqih (l'autorità religiosa e politica iraniana)", si legge nel comunicato della coalizione. Per Hariri, chiunque accetterà da Hezbollah la nomina di formare il nuovo governo "sarà considerato un traditore".

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SDA-ATS