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BEIRUT - Rischia di creare un nuovo scossone politico in Libano lo scandalo seguito all'arresto del generale Fayez Karam, dirigente del partito cristiano alleato del movimento filo-iraniano Hezbollah e reo confesso di aver lavorato per trent'anni come spia per Israele.
Il quotidiano panarabo "Asharq al-Awsat" riferisce stamani che Karam (62), generale in pensione e stretto collaboratore di Michel Aoun (leader della Corrente patriottica libera alleata dal 2005 con il movimento sciita), ha confessato di "aver lavorato come spia per Israele sin dagli anni '80, quando aveva il grado di comandante".
Osservatori locali affermano che l'arresto di Karam e la sua piena confessione indeboliranno ulteriormente il partito di Aoun e lo esporranno a forti critiche anche dal suo alleato Hezbollah, che basa la propria legittimità sulla lotta a Israele.
Come riportano oggi i quotidiani di Beirut, Karam, che negli anni '90 aveva ricoperto anche i delicati incarichi di capo del servizio di controspionaggio dell'esercito e dell'antiterrorismo, è stato arrestato nei giorni scorsi all'aeroporto di Beirut prima che riuscisse a fuggire all'estero.
Commentando l'arresto del suo stretto collaboratore e amico, Michel Aoun, che cinque anni fa siglò con Hezbollah un'alleanza che di fatto ruppe il fronte cristiano libanese ostile all'influenza dell'asse siro-iraniano, ha detto "che errare è umano e che anche Gesù Cristo è stato tradito da uno degli apostoli".

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SDA-ATS