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Il Ticino è la sola regione svizzera dove gran parte della popolazione vuole l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.

Keystone/KARL MATHIS

(sda-ats)

La metà degli svizzeri vuole restrizioni alla libera circolazione delle persone e il 70% controlli sistematici alle frontiere. Il Ticino è decisamente per la messa in atto dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.

È quanto risulta da un sondaggio on line condotto dal 22 marzo al 4 di aprile da M.I.S Trend, e pubblicato da "L'Hebdo", su un campione di 1290 persone delle tre regioni linguistiche, con un margine d'errore è del 2,8%.

Il 53% delle persone interrogate ritengono che la libera circolazione delle persone all'interno dell'unione Europea vada mantenuta, ma con alcune restrizioni mirate. Il 30% è invece per lo statu quo, mentre il 14% vorrebbe abolirla.

Quanto al ritorno dei controlli alle frontiere, decisi da alcuni paesi per motivi di sicurezza e per contrastare la pressione migratoria, il 69% degli interpellati si detto è per lo meno abbastanza d'accordo che questa pratica venga reintrodotta anche in Svizezra. Il 28% è invece contrario.

D'altro canto, una maggioranza del 54% degli svizzeri preferirebbe salvare gli accordi bilaterali con l'Unione Europea piuttosto che applicare alla lettera l'iniziativa contro l'immigrazione di massa, accettata in votazione popolare il 9 febbraio del 2014.

In Ticino il 71% degli interrogati è risultato a favore della messa in atto dell'iniziativa. Nel resto della svizzera questo tasso scende al 37%.

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SDA-ATS