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Secondo Christoph Blocher Berna deve denunciare l'accordo sulla libera circolazione delle persone, incompatibile con il ritorno ai contingenti deciso dal popolo il 9 febbraio. Si possono però fare concessioni all'Unione europea, privilegiando i suoi cittadini rispetto a quelli dei paesi terzi nell'assegnazione dei contingenti, afferma il leader storico dell'UDC in una intervista pubblicata oggi da "Le Temps". Blocher non crede che Bruxelles risponderà annullando tutti i sette accordi bilaterali I. E se lo facesse, "potremmo benissimo vivere senza".

Il nuovo articolo costituzionale 121a introdotto con l'accettazione dell'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa" è chiaramente contrario alla libera circolazione e "se la volontà popolare di gestire noi stessi l'immigrazione non sarà rispettata, l'UDC tornerà alla carica con una iniziativa d'attuazione per costringere il Consiglio federale ad applicare il testo integralmente", afferma il consigliere nazionale zurighese.

Ci sono però "aspetti dell'applicazione per i quali si può fare un passo in direzione dell'Ue", concede il vicepresidente dell'UDC. La "priorità agli svizzeri" sul mercato del lavoro sarà il comandamento assoluto, ma nell'assegnazione dei contingenti i cittadini dell'Ue potrebbero essere favoriti rispetto a quelli di altri paesi. "Personalmente non sono favorevole" a questa soluzione, dice Blocher, ma "se bisogna dare qualcosa, questa sarebbe una possibilità".

Altra concessione possibile: "Potremmo ammettere che per i soggiorni di breve durata, tre mesi, non ci sia l'obbligo di ottenere un permesso, ma unicamente di notificarsi all'autorità". Una simile regolamentazione verrebbe incontro in particolare a quei settori che dipendono stagionalmente dai lavoratori esteri, ad esempio l'agricoltura, il turismo e l'edilizia. In passato Blocher aveva chiesto il ritorno al vecchio sistema dei contingenti incluso lo statuto di stagionale.

Il nuovo testo costituzionale adottato dal popolo esige che l'accordo di libera circolazione sia rinegoziato entro tre anni. "E se non siamo soddisfatti dei risultati, dovremmo denunciare l'accordo (...). E francamente non sarebbe una catastrofe" per il vicepresidente dell'UDC. Blocher non crede infatti che l'Ue applicherebbe la cosiddetta "clausola ghigliottina" in base alla quale se viene disdetto un accordo cadono tutti gli altri bilaterali I entrati in vigore nel 2002. "Perché l'Ue ha troppi interessi" in alcuni di questi accordi, per essa "indispensabili, vitali", come quello sui trasporti terrestri.

E se invece Bruxelles lasciasse cadere davvero tutto? "Vedremmo allora che possiamo benissimo vivere senza", risponde Blocher: "Sono capo d'impresa. Ho sempre esportato, fino al 90% della nostra produzione, con o senza questi accordi. L'industria troverà molto in fretta il modo di superare questo ostacolo".

SDA-ATS