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Una commissione dell'Europarlamento ha adottato un rapporto, in cui viene citata anche la Svizzera, che conferma l'intransigenza fin qui dimostrata dalle istanze dell'Ue in merito all'inviolabilità del principio della libera circolazione delle persone.

La Confederazione in maggio aveva potuto pronunciarsi sul testo. Il rapporto arriverà sui banchi del Parlamento europeo probabilmente in autunno.

"Negoziati sulla libera circolazione dentro il mercato interno (continentale) sono semplicemente inammissibili", si legge in un comunicato diffuso dal gruppo europarlamentare del Partito popolare europeo (Ppe). Il Ppe attribuisce la citazione all'eurodeputato tedesco Andreas Schwab (Unione cristianodemocratica, Cdu, che è uno dei grandi partiti nazionali che formano il Ppe) che ha redatto il rapporto per conto della Commissione che si occupa di mercato interno e protezione dei consumatori.

"Tra Svizzera e Ue vi è sempre stata un'eccellente collaborazione", che ha avuto effetti economici positivi per entrambe le parti. "Ora però il governo elvetico deve decidere come proseguire in futuro", afferma Schwab, citato nella nota.

Il documento saluta dunque il rifiuto di entrata in materia della Commissione europea sulla richiesta elvetica di rinegoziare l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Viene pure giudicato positivamente l'inizio di negoziati su un accordo quadro istituzionale che dovrebbe servire da base per l'ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali tra Berna e Bruxelles. A questo proposito, stando al mandato negoziale adottato dal Consiglio federale, la Confederazione in linea di massima è disposta ad accettare una soluzione che dia competenze alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

Il rapporto non si limita però alle relazioni tra Svizzera e Ue, ma fornisce anche una descrizione del modo in cui le regole del mercato interno europeo sono recepite dai Paesi dello Spazio economico europeo (SEE).

Sul documento, all'inizio di maggio, il capo della missione svizzera presso l'Ue Roberto Balzaretti aveva potuto prendere posizione proprio davanti ai membri della Commissione per il mercato interno. L'incertezza in materia di libera circolazione delle persone generata dal voto del 9 febbraio 2014 non deve mettere in discussione l'insieme delle relazioni bilaterali tra Berna e Bruxelles, aveva affermato il ticinese.

Pur sottolineando l'intensità delle relazioni, Balzaretti aveva anche lanciato frecciatine ai suoi interlocutori affermando che "le quattro libertà non sono applicate allo stesso modo in Svizzera e nell'Ue" generando "un accesso solo parziale ai mercati".

La replica dei commissari per il mercato interno, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, era già stata implacabile. Il socialdemocratico italiano Nicola Danti ad esempio aveva affermato: "Gli impegni presi vanno rispettati. Ciò vale anche per la Svizzera".

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SDA-ATS