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È salito a "47 morti e 80 feriti" il bilancio delle tre autobomba esplose ad Al-Qubah, nell'est della Libia: lo riferiscono fonti dell'ospedale "al Bayda" della cittadina. Il bilancio potrebbe aggravarsi dato che 26 feriti vengono definiti in "condizioni molto gravi". L'attacco è stato rivendicato dall'Isis. Lo hanno reso noto fonti libiche citando "un comunicato" dello Stato islamico.

Un'autobomba "ha mirato" a colpire la residenza di Akila Seleh, presidente del Parlamento libico riconosciuto internazionalmente, quello insediato a Tobruk, hanno spiegato media libici. Saleh è indenne, riferiscono le fonti.

Intanto l'Egitto evita di fare commenti sulle informazioni circolate l'altro ieri circa un'incursione di forze speciali egiziane a Derna. Un portavoce del dicastero Esteri, contattato telefonicamente dall'agenzia di stampa italiana ANSA al Cairo, ha detto "non spetta al ministero degli Affari esteri commentare queste notizie. Spetta al ministero della Difesa farlo". Alla Difesa un portavoce, ricordando che "non è stato pubblicato alcun comunicato, né di conferma, né di smentita", ha detto che "evita qualsiasi commento su tale questione".

L'informazione sul raid delle teste di cuoio, in giornata poi corredata da dettagli come il bilancio di 155 morti e 55 prigionieri, era stata fornita da fonti libiche e da altre "concordanti, all'interno e all'esterno della Libia" citate dal sito dell'emittente Skynews Arabya (poi ripreso da molti media egiziani tra cui la tv satellitare egiziana "Cbc").

Ad essere accreditati come attendibili da vari media egiziani sono stati i tweet diffusi in proposito dalla giornalista-scrittrice kuwaitiana Fajr El Said e dell'egiziano Mustafa Bakry.

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SDA-ATS