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LONDRA/BERNA - Frustate per punire le adultere, detenzione a tempo indeterminato, violenze nei confronti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati, sparizioni forzate di dissidenti: in Libia la situazione dei diritti continua a risentire dell'assenza di riforme e le forze di sicurezza restano immuni dalle conseguenze delle loro azioni. È quanto denuncia Amnesty International in un nuovo rapporto intitolato "La Libia di domani: quale speranza per i diritti umani?".
Migranti, rifugiati e richiedenti asilo, in maggior parte provenienti dall'Africa e in cerca di salvezza in Italia e in altri paesi dell'Unione europea, trovano invece arresti, detenzioni a tempo indeterminato e violenze in Libia. E Tripoli ha recentemente comunicato all'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati che doveva lasciare il paese.
Il caso degli uomini d'affari svizzeri Max Göldi e Rachid Hamdani dimostra quanto può essere arbitraria l'amministrazione della giustizia, ha dichiarato all'ATS Diana Eltahawy, autrice del rapporto. Göldi è stato incarcerato per quattro mesi al termine di un "processo non equo". "Se le norme internazionali non sono rispettate in un caso tanto mediatizzato, con tanta pressione sulle autorità libiche, potete immaginarvi cosa accade alle persone più marginalizzate, di cui nessuno sente parlare", ha detto.

SDA-ATS