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Cooperare con lo stato per la protezione e conservazione dei siti archeologici. È l'appello lanciato ai libici dal Ministro della cultura Al Habibi Al Amin in conferenza stampa da Tripoli. Nei mesi scorsi scavi clandestini nella necropoli di Cirene o razzie di inestimabili beni culturali in altri siti aveva fatto scattare l'allarme.

Nel 2011 è sparito anche il tesoro di Bengasi, più di 7000 pezzi frutto di decenni di scavi in Cirenaica, risalente ai periodi greco romano, bizantino e islamico, rubato da una banca e ora sul mercato clandestino.

Formeremo centinaia di persone nel campo dei beni culturali e per la tutela dei siti archeologici, ha detto Al Amin. Intanto il ministero ha già iniziato con l'Unesco la formazione di polizia turistica, polizia di confine e dogana, iniziativa avviata nel sito di Sabrata nel mese di settembre scorso.

È stata inoltre ribadita la necessità di sostenere gli artisti e le attività culturali, a lungo trascurate da Gheddafi. La Libia ha avuto abbastanza guerra e terrore, ora bisogna concentrarsi sullo sviluppo del paese, ha spiegato Al Amin.

Il ministero ha già annunciato la futura realizzazione di 18 progetti culturali tra cui 4 nuovi teatri, 11 nuovi centri culturali e tre biblioteche in varie regioni del paese.

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SDA-ATS