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Gli insorti libici hanno attaccato oggi Ajdabiya, appoggiati dal cielo dai jet della coalizione, e hanno annunciato che entro la notte contano di riprendere questa città dell'est, già loro roccaforte, poi riconquistata dalle forze di Gheddafi.

Ajdabiya, 200 km a ovest di Bengasi, è l'ultima grande città sulla strada verso la capitale dei ribelli. La sua riconquista giorni fa da parte delle forze governative aveva aperto loro la strada per Bengasi, e solo l'intervento dell'occidente ha fermato i tank di Gheddafi. Ora gli insorti vogliono riconquistare Ajdabiya. Per loro sarebbe una grande vittoria, non solo tattica, ma anche psicologica.

Per il vice ammiraglio americano William Gortney, la capacità di comando di Muammar Gheddafi in Libia "si è molto indebolita", così come la capacità di sostegno alle sue truppe sul terreno, al punto che il leader libico "sta armando" volontari. Si combatte anche a Misurata, in mano ai ribelli e assediata dai governativi. Alcuni pescherecci partiti da Bengasi sono riusciti a portare rifornimenti dal mare.

Secondo Al Jazira, ad Ajdabiya è in corso una mediazione fra insorti e lealisti, per permettere a questi ultimi di arrendersi. Ma la tv qatariota, citando uno 007 americano, parla anche di una trattativa avviata dallo stesso Gheddafi, che sarebbe disposto ad accettare un cessate il fuoco in cambio di una "uscita sicura" dal conflitto.

"Non esiste nulla di simile, non crediamo al doppio gioco di Gheddafi, che finora ci ha mandato solo armi e distruzione", ha detto il portavoce dei ribelli. Il rais in serata ha promosso di grado tutti i componenti delle forze armate e della polizia. Ma proprio oggi da Bruxelles, al termine del vertice dei paesi Ue, Sarkozy ha annunciato che Francia e Gran Bretagna stanno preparando "una soluzione politica e diplomatica" per la Libia.

Anche la diplomazia di Gheddafi non sta ferma. Nel pomeriggio, Tripoli si è detta "pronta ad attuare la road map" proposta dall'Unione africana a una riunione ad Addis Abeba per mettere fine alle ostilità in Libia: una soluzione negoziale attraverso un cessate il fuoco e l'avvio di un dialogo tra le controparti libiche.

Per il Consiglio transitorio libico, "almeno 8 mila persone sono morte dall'inizio della rivolta anti Gheddafi, il 17 febbraio in tutta la Libia - ha detto il portavoce al Ghogha -. Ma temiamo che il bilancio possa essere molto più grave, perché non abbiamo notizie di alcune parti del paese".

Il Pentagono ha fatto sapere che la coalizione nelle ultime 24 ore ha compiuto 153 missioni aeree e ha lanciato 16 missili Tomahawk.

La no-fly zone è prevista al momento per 90 giorni. Il capo di stato maggiore francese, generale Edouard Guillaud, ha detto che le operazioni dureranno "settimane" e che spera che non durino "mesi".

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SDA-ATS