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Borse in deciso calo, petrolio ai massimi da due anni a questa parte e corsa degli investitori verso il bund tedesco per mettersi al riparo dal peggio. È questo lo scenario che caratterizza i mercati a metà mattinata con l'aggravarsi della situazione in Libia.

A Londra il Ftse-100 cede l'1,25% a 5.939,43 punti, ritornando sui livelli del 21 gennaio scorso. Parigi lascia sul terreno l'1,48% a 4.036,67 punti, mentre prova a resistere Francoforte con un -0,53% a 7.282,74 punti. Milano, intanto, è ancora chiusa per problemi tecnici.

Volano i futures sui prezzi del petrolio. A Londra il contratto sul Brent con consegna ad aprile è arrivato a toccare i 108,57 dollari per poi moderare il rialzo e attestarsi a 107,93 dollari. A New York i futures sul Wti, sempre con consegna ad aprile, sono saliti a 98,15 dollari al barile.

In forte rialzo la domanda per il bund decennale tedesco e conseguente calo del rendimento, che tocca i minimi dal 25 gennaio al 3,13%. Sale lo spread tra i titoli di Stato tedeschi e quelli italiani, spagnoli, greci e portoghesi. La forbice tra il bund e il Btp si allarga a 163 punti, a 221 con i bond spagnoli, a 863 punti con i titoli greci e a 430 punti con i bond portoghesi.

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SDA-ATS